
Lo indica lo studio della Stanford University, pubblicato sulla rivista Nature Communications
L'immunoterapia, già usata con successo contro alcune forme di tumori, potrebbe essere in futuro una delle nuove frontiere del trattamento della fibrosi polmonare, una malattia causata da progressive cicatrici nei polmoni che rendono difficile la respirazione e che portano i pazienti a essere dipendenti dall'ossigeno. Lo indica lo studio della Stanford University, pubblicato sulla rivista Nature Communications, che nei topi ha dimostrato come i fibroblasti, le cellule del tessuto cicatriziale che è tipico della malattia, possono proliferare evitando la 'sorveglianza immunitaria', cioè il processo naturale con cui i tessuti sono mantenuti sani eliminando le cellule che potrebbero causare malattie.
fonte: Nature Communications
Studio Aster, "darle scacco matto si può con diagnosi precoce (spirometria), terapia appropriata e miglioramento della funzionalità polmonare e qualità di vita del paziente"
L'intervento su una paziente di 70anni con cancro al polmone
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Gli ultimi dati dello studio Matinee, "meno ricoveri e accessi al pronto soccorso, migliore qualità di vita in pazienti già in triplice terapia e con infiammazione tipo T2"
Esame analizza 32 proteine ed è in grado di predire chi ha più probabilità di aver bisogno di cure o di morire per queste patologie
Lo rivela un ampio studio presentato al Congresso della European Respiratory Society (ERS) a Vienna da Anne Vejen Hansen dell'Ospedale Universitario di Copenaghen
I pazienti che hanno ricevuto un trattamento diretto dallo pneumologo hanno avuto un minore utilizzo successivo dell'assistenza sanitaria per malattie respiratorie rispetto a quelli che hanno ricevuto cure abituali
Lo ha accertato uno studio internazionale in collaborazione fra l'Università francese Paris-Saclay, e quelle di Padova, Napoli Federico II e altri atenei stranieri
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