
Priorità al personale e alla medicina del territorio
E' in arrivo un piano straordinario per il Sistema sanitario nazionale da 700 milioni di euro. Servirà a rafforzare la Sanità pubblica dopo la fase pandemica da Covid-19 ed anche a far ripartire l'attività ordinaria bloccata in questi mesi di emergenza, puntando ad ambiti prioritari a partire dal personale e dalla medicina del territorio. Ad annunciarlo è stato il ministro della Salute Roberto Speranza che, intervenendo al question time al Senato, ha chiarito la portata dell'operazione in cantiere, che prevede tempi brevi di realizzazione.
"Nel prossimo decreto che si farà all'inizio di agosto, con le risorse dello scostamento che proprio ieri il Senato e la Camera hanno autorizzato - ha spiegato il ministro - indicheremo risorse molto significative che io ho chiesto al ministro dell'Economia proprio per finanziare un piano straordinario per la Sanità". La necessità è "chiaramente quella di sempre piu risorse ma ricordo - ha precisato - che negli ultimi 5 mesi sul Ssn sono state messe più risorse che negli ultimi 5 anni, non c'era mai stato un investimento cosi forte e penso sia la strada giusta".
"Noi - ha assicurato Speranza - siamo al lavoro su questo punto attraverso due gambe sostanziali: la prima è una ricognizione puntuale che stiamo facendo da alcuni giorni con le regioni per capire quale sia il fabbisogno esatto e la seconda dovrà essere appunto la messa in campo immediatamente di nuove risorse per un vero e proprio piano straordinario di nuovi investimenti per recuperare queste liste di attesa". Quindi una rassicurazione: "La Sanità non si fermerà in estate e proveremo ad allargare disponibilità, giorni ed orari per rispondere alle esigenze delle lunghe liste di attesa". A chiarire gli obiettivi del piano anche il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri . Sarà, ha detto, "un piano immediato da 700 milioni per misure per il personale, contro il precariato e per il rafforzamento della medicina del territorio". Poi "ovviamente - ha aggiunto - dovremo lottare con i soldi che arriveranno dall'UE, e serviranno almeno 25 miliardi di euro per il sistema sanitario". In primis si penserà al personale, "aumentando i salari di medici e infermieri". Quanto alla regionalizzazione della Sanità, "rimango dell'idea che sia utile, però bisogna rendere omogeneo il servizio, questa è l'occasione per farlo. Se questo non dovesse accadere - ha concluso - è chiaro che servirebbe una revisione del Titolo V".
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