
Oliva: "La SAo è il più comune difetto valvolare acquisito nel paziente anziano, interessando all'incirca 1 individuo su 8 di un’età ≥ 75 anni. L’esordio dei sintomi coincide con una drastica riduzione dell'aspettativa di vita"
Si terrà a Milano dal 14 al 17 settembre la 54esima edizione del Convegno nazionale di Cardiologia, promosso dalla fondazione De Gasperis che sarà segnata, ovviamente, dal Covid 19 e farà il punto sull’impatto del coronavirus sul sistema cardiovascolare. Sono attesi oltre 1300 specialisti alle sessioni in streaming.
Come sappiamo, il coronavirus colpisce soprattutto anziani e cardiopatici, che sono anche soggetti a rischio di stenosiaortica, altro tema caldo del convegno. «La SAo è il più comune difetto valvolare acquisito nel paziente anziano, interessando all'incirca 1 individuo su 8 di un’età ≥ 75 anni - spiega il coordinatore scientifico del convegno, Fabrizio Oliva, primario all’ospedale Niguarda di Milano -. L’esordio dei sintomi coincide con una drastica riduzione dell’aspettativa di vita che varia da 2-3 anni nei pazienti che presentano come prima manifestazione angina o sincope, fino a 1-2 anni nei pazienti che hanno come prima manifestazione lo scompenso cardiaco. La terapia della SAo è basata sull’impiego di due approcci alternativi tra loro, la sostituzione valvolare aortica elettiva (Surgical Aortic Valve Replacement, SAVR) e la TranscatheterAortic Valve Implantation (TAVI).
Al convegno di Cardiologia, si parlerà anche di sindromi coronariche croniche, visto che durante l’emergenza Covid 19 un cardiopatico su due evitava i controlli per paura del contagio e ciò rappresenta un gravissimo rischio, che la fondazione De Gasperis ha denunciato.
Durante le diverse sessioni, si affronterà specificamente l’impatto del coronavirus su cuore e vasi: sullo sfondo ci sono scompenso cardiaco, shock cardiogeno e arresto cardiaco ma esistono «nuovi trattamenti farmacologici in grado di cambiare radicalmente la prognosi di questi pazienti» avverte il vicecoordinatore scientifico, Claudio Russo, primario di cardiochirurgia a Niguarda (Milano)».
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