
Il quadro che emerge dagli Annali è tutto sommato positivo: è infatti evidente un miglioramento progressivo delle performance assistenziali comprese nel periodo 2004-2007. Lo dimostra il dato sull'HbA1c, il parametro che determina il livello di controllo della
malattia, quello sui lipidi e quello sul controllo della pressione. "La conferma del trend di miglioramento delle cure - sottolinea Giacomo Vespasiani, coordinatore degli Annali Amd è data dall'aumento di tutti gli indicatori di esito favorevole considerati e dalla contemporanea riduzione dei corrispondenti indicatori di esito sfavorevole". Ma c'è anche qualche ombra. "Ad esempio i dati sul monitoraggio della funzionalità renale dell'esame del piede - osserva Vespasiani - sono ancora deludenti, dobbiamo migliorare". Dall'indagine emerge che alla quasi totalità delle persone con diabete di tipo 1 è stata misurata almeno una volta l'anno l'HbA1c. Secondo gli standard italiani, l'obiettivo da raggiungere è un valore HbA1c stabilmente inferiore al 7%. Questo avviene nel 30% dei casi, ma negli anni si è assistito ad un progressivo aumento di quanti raggiungevano l'obiettivo (+15,8% rispetto al 2004), con una parallela diminuzione di coloro che avevano un valore superiore al 9%. Per i pazienti colpiti da diabete di tipo 2, invece, l'HbA1c è misurata almeno una volta l'anno nel 90% dei casi. L'obiettivo del valore sotto il 7% è raggiunto da un numero elevato nel 2007 (47,9%) rispetto al 2004 (5%).

La combinazione di insulina icodec e semaglutide ha ottenuto una modifica dell’indicazione terapeutica per gli adulti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato. Gli studi COMBINE evidenziano benefici sul controllo glicemico, sul peso e sull

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Il nuovo Italian Barometer Diabetes Report fotografa una crescita costante della prevalenza e richiama l'urgenza di rafforzare prevenzione, innovazione e presa in carico integrata

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