
E' corsa alle consegne. Sanofi brucia i tempi e le anticipa di un mese
Le Farmacie Rurali d'Italia, quelle che lavorano nei piccoli centri sparsi nel paese lanciano l'allarme: la stagione dell'influenza è alle porte, ma ai farmacisti pare arriverà un numero di dosi vaccinali sei volte inferiore rispetto al fabbisogno. E si rischia di mandare in tilt il sistema produttivo del Paese, con milioni di italiani influenzati a letto. Roberto Grubissa, Pasquale Sechi, Luigi Vito Sauro e Afredo Orlandi chiedono un intervento urgente, rigettano la proposta di una parte della categoria di somministrare in farmacia il vaccino e puntano il faro sui problemi di approvvigionamento. Tutto questo mentre le aziende farmaceutiche stanno cercando di bruciare i tempi per le consegne, nello sforzo di permettere al servizio sanitario nazionale di anticipare l'avvio della campagna vaccinale contro l'influenza, indispensabile per aiutare a ridurre l'impatto del Covid nel periodo autunnale e invernale.
L'Italia avra' complessivamente una fornitura di 17 milioni di dosi, e alle farmacie ne dovrebbe arrivare l'1,5%, 250mila dosi, che distribuiti per i 19331 esercizi del territorio nazionale darebbe meno di 13 dosi per esercizio.
"Non vogliamo nemmeno pensare all'eventualità di non avere dosi vaccinali a sufficienza - azzardano -, di dover mandare indietro la parte attiva della nostra società, in salute ma che vuole vaccinarsi per tutelare sé e i propri famigliari, perché non ci sono abbastanza vaccini. La salute pubblica deve essere il nostro faro guida, sempre". Con un mese di anticipo rispetto ai tempi consueti, Pasteur, divisione Vaccini di Sanofi, ha dato il via alle prime consegne di vaccino antinfluenzale per la stagione influenzale 2020/2021. Sanofi Pasteur, che ha la maggiore capacità produttiva di vaccini antinfluenzali a livello globale, a marzo, in piena emergenza COVID-19, aveva preventivamente aumentato la produzione di vaccino potenzialmente destinata al mercato italiano basandosi su una stima interna senza avere ancora a disposizione né le richieste di approvvigionamento delle Regioni né le raccomandazioni ufficiali delle autorità sanitarie nazionali.
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