
Lombardia, Lazio e Campania le regioni in cima ala lista. Seguono le altre sei
Farmacia dei servizi, avanti a piccoli passi. Sono state rese note le quote del riparto relativo alla somma complessiva di 36 milioni di euro, che era stata prevista dalla finanziaria 2018, già disponibile, tra le nove regioni oggetto che sperimenteranno le novità introdotte per le farmacie. Nel dettaglio, al Lazio vanno complessivamente circa 4,6 milioni di euro, al Piemonte oltre 3,5 e alla Puglia poco meno di 3,2, mentre alla Lombardia oltre 7,9. L'importo è stato suddiviso in tre tranche e «posto a carico del Fondo sanitario nazionale per gli anni 2018, 2019 e 2020, e si avvale, nello specifico, delle risorse vincolate alla realizzazione degli obiettivi prioritari e di rilievo nazionale per i medesimi anni». Le modalità concordate hanno previsto di «ripartire 6 milioni di euro tra Piemonte, Lazio e Puglia per il 2018; 12 milioni di euro tra le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Puglia e Sicilia per il 2019 e 18 milioni tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia per il 2020».
Gli importi previsti per Regione vedono Lombardia, lazio e Campania in cima alla lista: Lombardia (quota Fsn 16,53%): 7.
I fondi, come detto saranno erogati in tre tranche: «una prima quota, pari al 20%, dopo la valutazione positiva del Cronoprogramma regionale da parte del Comitato paritetico e del Tavolo tecnico; una seconda quota del 40% alla realizzazione del 50% delle attività previste nel Cronoprogramma- sempre previo parere positivo sulla base di una relazione intermedia - e un'ulteriore quota del 40% dopo l'approvazione della relazione finale da parte del Comitato paritetico e del Tavolo tecnico». Per quanto riguarda la remunerazione, invece, va detto che «la sperimentazione deve essere considerata propedeutica al convenzionamento dei nuovi servizi, con conseguente coinvolgimento concreto di tutte le figure professionali considerate». La sperimentazione «è il primo atto del riconoscimento della potenzialità dei nuovi ruoli del farmacista in farmacia» e per quanto riguarda la «remunerazione» i nuovi servizi «dovranno soddisfare almeno i requisiti dell'utilità e della misurabilità. Le prestazioni aggiuntive dovranno cioè essere utili e vantaggiose per i servizi sanitari regionali e dovranno poter essere misurate - requisito indispensabile per il pagamento da parte delle Regioni. Per questo è stato selezionato», nel corso dei lavori, un «set ristretto di servizi da monitorare». A ogni modo, «i principi impostati per la determinazione dei costi della sperimentazione potranno fornire un primo modello di remunerazione dei servizi acquisibile in sede di stesura della Convenzione».
Ecco in sintesi quali saranno i servizi che fruiranno del bonus: - Servizi cognitivi (monitoraggio aderenza alla terapia farmacologica; Riconciliazione della terapia farmacologica). In questo caso «l'analisi si focalizzerà sul monitoraggio dell'aderenza della terapia farmacologica nell'ipertensione, diabete e BPCO e sull'attività del farmacista nella Ricognizione della terapia farmacologica. - Servizi di front-office (Fascicolo Sanitario Elettronico, Fse): al centro l'adesione e attivazione in Farmacia da parte dei pazienti al Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse). - Servizi relativi alle prestazioni analitiche di prima istanza (Telemedicina; partecipazione alle campagne di screening): verranno presi in considerazione i servizi di Telemedicina (holter pressorio, holter cardiaco, auto- spirometria, ECG) e la partecipazione della Farmacia alle campagne di screening per il Tumore del Colon retto (raccolta campioni per l'esame del sangue occulto nelle feci).
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