
Da AME una guida in 7 punti per una gestione "personalizzata" della menopausa
Le donne non sono tutte uguali, così come non lo è la menopausa. C'è chi avverte a malapena il cambiamento, chi invece inizia a soffrire di vampate di calore e sudorazioni notturne, chi riporta un calo del desiderio sessuale e chi presenta tutti questi sintomi e altri ancora insieme. Per questo la terapia indicata per una donna può non andare bene per un'altra.
A sottolinearlo è la l'Associazione Medici Endocrinologi (AME), a commento di un articolo pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine in cui si presenta il caso specifico di una paziente affetta dai classici sintomi della menopausa e le possibili alternative terapeutiche efficaci.
“La menopausa è una fase molto delicata della vita di una donna”, spiega il prof. Vincenzo Toscano, Past President AME. “In questo periodo alcune donne accusano dei disturbi per i quali esistono cure e rimedi utili a garantire loro comunque una buona qualità di vita. Sono soluzioni, però, che non vanno bene per tutte e possono variare in base all'età della donna, alle patologie pregresse e ai sintomi riportati”, aggiunge. Tra i trattamenti più efficaci, nonché tra i più discussi, c'è la terapia ormonale sostitutiva. “Si tratta di una terapia che va a 'correggere' la mancanza di ormoni e, quindi, va a ridurre i sintomi della menopausa”, spiega Toscano. “Per diverso tempo è stata 'demonizzata', per via di un allarme lanciato dalla FDA sul possibile collegamento della terapia con una aumentato rischio di malattie cardiovascolari e cancro al seno. Tuttavia, analisi successive dei dati - continua - hanno evidenziato che i rischi erano significativamente più bassi per alcune donne e che la prescrizione del trattamento va valutato caso per caso”.
Del resto, i sintomi possono variare tanto tra le donne in menopausa. “I sintomi vaso-motori, vampate di calore e sudorazione notturna, compaiono generalmente nella fase tardiva della peri-menopausa e durano in maniera variabile secondo l’etnia: da un minimo di 5 anni nelle donne asiatiche, a un massimo di 10 anni nella popolazione nera e in media 7 anni nelle donne caucasiche”, spiega Toscano. “I fastidi genito-urinari, come frequenti cistiti e secchezza vaginale, vanno peggiorando con l’abbassamento dei livelli estrogenici e colpiscono più della metà delle donne”, aggiunge. Ebbene, in base alla varietà e alla combinazione di sintomi, secondo AME, andrebbe costruito un percorso terapeutico ad hoc. “La terapia ormonale sostitutiva risolve i sintomi vaso-motori e l’uso vaginale di estrogeni, laddove non si voglia considerare una terapia sistemica, è sufficiente a risolvere i sintomi genito-urinari”, spiega Toscano. “La buona notizia è che con il trattamento la qualità di vita della donna ritorna quella di prima”, assicura.
Per aiutare il medico e il paziente nella scelta dell'approccio più adeguato, AME ha diffuso una guida in 7 punti che riassume il comportamento attualmente considerato corretto per decidere se consigliare o meno la terapia ormonale sostitutiva:
1) Possono beneficiare della terapia le donne con vampate e sudorazioni notturne con un'età inferiore ai 60 anni, in menopausa da meno di 10 anni.
2) Le donne con menopausa precoce, in assenza di contro-indicazioni, possono assumere la terapia fino al raggiungimento dell’età media della menopausa (48-52 anni).
3) Studi osservazionali hanno dimostrato che l’incidenza del trombo-embolismo venoso, uno degli effetti collaterali della TOS, è minore con le formulazioni trans-dermiche rispetto a quelle orali.
4) No al “fai da te”. Infatti, non dovrebbero essere utilizzati preparati a base di ormoni naturali bio-identici (estradiolo, estriolo), se non approvati dagli organi regolatori, perché potenzialmente dannosi.
5) La terapia ormonale sostitutiva non è raccomandata per la prevenzione primaria o secondaria delle malattie cardiovascolari o della demenza.
6) Le terapie non ormonali con dimostrata efficacia nei confronti dei sintomi vaso-motori includono: i farmaci che inibiscono la ricaptazione della serotonina usati a basso dosaggio, quelli che inibiscono la ricaptazione della serotonina-norepinefrina e il gabapentin. Hanno dimostrato efficacia anche le misure che portano a perdita di peso, l’ipnosi e la terapia comportamentale.
7) Per le donne che presentano solo sintomi genito-urinari è raccomandato l’uso di estrogeni locali.
“La menopausa non deve essere vissuta necessariamente come un incubo”, sottolinea Toscano. “Se ben gestita, infatti, la qualità della vita rimane intatta o quasi”, conclude.
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