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Speranza: così cambierò la sanità

Sanità pubblica Redazione DottNet | 29/09/2020 20:22

Il Ministro presenta la riforma in cinque punti: precedenza all'assistenza domiciliare e all'innovazione digitale

Una "coraggiosa e profonda riforma del Servizio sanitario nazionale" basata su 5 cardini, "per superare limiti e difficoltà della sanità italiana, che ha comunque superato in maniera positiva l'emergenza Covid" e che punta al territorio, all'assistenza a casa del paziente, ad un nuovo legame fra scuole e Servizio Sanitario Nazionale: il ministro della Salute Roberto Speranza, in audizione in commissione Igiene e Sanità del Senato, parlando del Recovery fund, ricorda la tragedia della pandemia in Italia. "Ha evidenziato problemi strutturali che vanno affrontati".

E sulle risorse spiega: "da ovunque esse vengano sono benvenute. Mi batterò per averne il più possibile. Si decide di usare il Mes? Il mio obiettivo è portare più risorse sul Sistema sanitario nazionale, lo strumento finanziario che usiamo è financo secondario.

Io non sono un tifoso. Certo, più ne arrivano meglio è, da dove arrivano viene un attimo dopo. Purché non sia poi la scusa perchè questi soldi non arrivino". Il Piano integrato per la sanità e' comporto da 5 punti: non un piano di emergenza ma di rilancio, partendo dal territorio e dalla sanità di prossimità.   "Vorrei che la casa diventasse il primo luogo per l'assistenza domiciliare agli anziani" e che la "casa fosse il primo luogo di cura", spiega piu' volte, a rimarcare l'intenzione di rivoltare l'impostazione ospedalocentrica che negli anni ha depauperato progressivamente la sua alternativa sul territorio.

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"Dobbiamo seguire questa idea di fondo: negli ospedali le situazioni gravi e la cura e l'assistenza domiciliare sul territorio con una sanità circolare e con strutture ospedaliere che ruotano attorno al paziente". Dei 5 livelli della riforma, 3 sono quelli che definisce "assi verticali: territorio e sanità di prossimità, ospedale in rete, salute e ambiente".   Gli altri due sono "gli assi trasversali": conoscenza della salute e innovazione digitale per il Ssn. Quest'ultima resta sullo sfondo come un ritardo incomprensibile della sanita' pubblica: sistemi regionali che non si parlano fra loro, dati preziosi che non vengono letti. "Abbiamo una montagna di dati che debbono essere utilizzati anche per definire modelli predittivi per capire l'evoluzione epidemiologica del paese".

Ed il ministro, che lascia aperta la porta ad approfondimenti, suggerimenti e confronto con il mondo politico e professionale, accenna anche altri due temi: la valorizzazione delle risorse farmaceutiche sul territorio nazionale (alcune delle quali in primissima linea nella ricerca e sviluppo del vaccino anti-Covid e per lo sviluppo di nuove cure come gli anticorpi) e la formazione dei medici.  "Credo che l'obiettivo debba essere quello di riconoscere tante borse di specializzazione quanti sono i laureati in Medicina. Altrimenti c'e' un grave spreco per lo Stato ma anche per le famiglie", ha detto il ministro aggiungendo che un tavolo interministeriale e' stato costituito con il ministro dell'Università Gaetano Manfredi "perche' uno sforzo deve essere fatto anche sulla qualita' della formazione".

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