
Tre patogeni parodontali (Porphyromonas gingivalis, Treponema denticola, Fusobacterium nucleatum) favoriscono insorgenza e aggressività della malattia nei topi da laboratorio
I microrganismi - batteri patogeni - della parodontite (una malattia gengivale molto diffusa e associata a diverse altre malattie) potrebbero favorire un cancro della bocca particolarmente aggressivo (il carcinoma orale a cellule squamose, che è anche tra i tumori più diffusi) e un probiotico con azione antimicrobica (la nisina, una molecola della famiglia delle bacteriocine, usata come conservante alimentare) può prevenire la neoplasia. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Plos Pathogens da Yvonne Kapila, della School of Dentistry presso la University of California, a San Francisco. Gli esperti hanno visto che tre patogeni parodontali (Porphyromonas gingivalis, Treponema denticola, Fusobacterium nucleatum) favoriscono insorgenza e aggressività della malattia nei topi da laboratorio e che la nisina può al contrario contrastare i processi batterici associati al tumore.
"Poiché il probiotico nisina riduce la carcinogenesi mediata dai patogeni parodontali - scrivono gli autori - questi risultati potrebbero aprire le porte ad avanzamenti nel trattamento del cancro della bocca e stabilire un nuovo paradigma per la terapia oncologica, focalizzato su terapie antimicrobiche". "Negli ultimi 20 anni sono emersi consistenti risultati di ricerca che provano in maniera incontrovertibile l'associazione tra parodontite e diverse malattie sistemiche come il diabete e le malattie cardiocircolatorie - ricorda il Presidente Eletto della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) Nicola Marco Sforza in un commento all'ANSA.
"Negli ultimi 5 anni è stato dimostrato che la Nisina ha proprietà inibitorie verso diversi tipi di carcinomi, incluso quello orale - rileva l'esperto - agendo sia a livello microbiologico, sia come modulatore dell'attività immunitaria dell'ospite. Ecco dunque che il lavoro appena pubblicato merita interesse per le potenziali ricadute cliniche; inoltre riafferma l'importanza della salute parodontale per ridurre il rischio di malattie sistemiche e del cancro orale; tuttavia è necessario ricordare che si tratta di uno studio su modello animale e quindi non generalizzabile e che sono necessari ulteriori ricerche sull'uomo, effettuate su larga scala ed isolando quei fattori di rischio, come il fumo o l'abuso di alcol, che possono condizionare fortemente i risultati", conclude Sforza.
fonte: ansa, Plos Pathogens
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