
Il Cdc statunitense ha aggiornato il proprio 'warning' aggiungendo questa categoria
Essere sovrappeso, anche se non si arriva all'obesità, aumenta il rischio di conseguenza gravi in caso di infezione da Covid-19. Lo afferma il Cdc statunitense, che ha aggiornato il proprio 'warning' aggiungendo appunto questa categoria, mentre prima era considerato a rischio maggiore solo chi era obeso. Già dall'inizio della pandemia, sottolinea il documento del Cdc, l'obesità era stata indicata tra i fattori di rischio, perchè le persone obese hanno un maggior tasso di malattie respiratorie e un ridotto volume polmonare. Le prove 'a carico' dell'essere sovrappeso sono minori, spiegano gli esperti, "ma sono sufficienti a far aggiungere la condizione nella lista di quelle che potrebbero aumentare il rischio di malattia grave".
Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona
L’obesità di mezza età è associata a declino cognitivo e demenza, ma il BMI da solo non descrive il rischio reale. La disfunzione metabolica e l’adiposità addominale emergono come fattori chiave, richiedendo una valutazione clinica più completa.
Un caso isolato, nessuna trasmissione, nessuna criticità. Eppure apertura di home page. Perché la comunicazione sanitaria continua a trasformare segnali irrilevanti in allarmi impliciti.
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