Gli infermieri scendono in piazza: vogliamo risorse

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 14/10/2020 14:19

Manifestazione Nursing Up, poi sciopero il 2 novembre

Scendono in piazza il 15 ottobre a Roma gli infermieri italiani, per chiedere risorse economiche dedicate, il riconoscimento di un'indennità mensile "che riconosca e valorizzi sul piano economico le profonde differenze rispetto alle altre professioni, rese ancor più evidenti dalla pandemia di Covid-19" e la possibilità, come accade per i medici, di svolgere attività intramoenia. La mobilitazione è organizzata al Circo Massimo dal sindacato degli infermieri Nursing Up e si lega a uno sciopero nazionale proclamato per 24 ore il 2 novembre, a partire dalle sette del mattino.  "Manifestiamo e scioperiamo contro un Governo che ha rispetto per noi, ma solo a parole" scrive il Nursing Up, in una nota, elencando gli obiettivi che si intende raggiungere con la mobilitazione. Tra questi "un alveo contrattuale autonomo, con risorse economiche dedicate e avulse dal resto del comparto, che riconosca peculiarità, competenza e indispensabilità ormai evidenti della categoria infermieristica, che rappresenta oltre il 41% delle forze del Servizio sanitario nazionale e oltre il 61% degli organici delle professioni sanitarie". Ma anche, oltre a un'indennità infermieristica mensile un'altra indennità "specifica e dignitosa per tutti i professionisti che si occupano ai vari livelli di funzione di assistere pazienti con un rischio infettivo". E poi, il "riconoscimento della malattia professionale e correlato meccanismo di indennizzo in caso di infezione, con o senza esiti temporanei o permanenti" e una mobilità professionale che sia agevolata all'interno del Servizio Sanitario Nazionale. Infine, "l'individuazione di uno specifico contratto o convenzione nazionale di lavoro per l'infermiere di famiglia e l'immediato adeguamento delle dotazioni organiche del personale operante nei presidi ospedalieri e sul territorio, calibrato tenendo conto dei reali bisogni dell'assistenza, con aggiornamento della programmazione degli accessi universitari, posto che, allo stato, mancano più di 53mila infermieri".

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