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Lettera150, così si evita la chiusura

Un vademecum in dieci punti: puntare su tamponi di massa, scorte farmaci e vaccini influenza
Sanità pubblica

Tamponi di massa, preparazione dei reparti di terapia intensiva, scorte e produzione di farmaci strategici e controlli severi sull'uso delle mascherine: sono alcuni dei 10 punti proposti da Lettera150, think tank che riunisce circa 250 accademici di diverse discipline, per evitare di ricorrere a nuovi lockdown.   Secondo gli esperti di Lettera150 non è "opportuno dare corso a lockdown che recludano milioni di italiani nelle proprie abitazioni, sul modello di quanto fatto fra marzo e aprile scorsi". Piuttosto bisogna permettere ai centri diagnostici privati di effettuare i tamponi in ogni regione, in modo da fare tamponi di massa, e poi attrezzare posti in terapia intensiva per sostenere un'ondata di ricoveri pari a quella dello scorso marzo.

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Va inoltre prevista la scorta e produzione di medicinali strategici, l'obbligo all'uso delle mascherine con controlli severi, vaccinare contro l'influenza tutti gli italiani e promuovere la vaccinazione contro lo pneumococco. Sul fronte dei trasporti, per Lettera150 vanno riaperti i centri storici alle auto, aumentate le corse dei mezzi pubblici, che vanno dotati di impianti di sanificazione dell'aria e su cui vanno contingentati gli accessi, mentre per la didattica, andrebbe interrotta quella in presenza nelle università, soprattutto dove non ci siano spazi idonei. Infine incoraggiare lo smart working anche nel privato con opportuni incentivi, prevedere strutture ove domiciliare su base volontaria le persone positive conviventi con altri familiari, ed eliminare l'obbligo di isolamento domiciliare dopo 14 giorni, di cui gli ultimi 3 senza sintomi, senza fare un ulteriore tampone di controllo.

Sanità pubblica
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