L'ex ministra Grillo: il Remdesivir costa troppo

Farmaci | Redazione DottNet | 21/10/2020 13:33

Ha un prezzo pari a 2.100 euro per un medicinale di sintesi chimica. Gilead replica: 'Prezzo tenuto volutamente basso'

Usato negli Usa, approvato dall'Unione europea, somministrato anche a Donald Trump e poi bocciato dall'Oms, il Remdesivir finisce ora sotto accusa perchè costa troppo. A sostenerlo è l'ex ministra della Salute Giulia Grillo che in un'interpellanza a Roberto Speranza chiede di conoscere i criteri con cui è stato definito l'accordo dell'Ue per il Veklury️ (Remdesivir), primo farmaco autorizzato (il 25 giugno) dall'Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) per il trattamento del Covid-19. "Se i dati raccolti attraverso atti ufficiali del Parlamento Europeo e primarie agenzie di stampa sono corretti - afferma l'ex ministro - non si capisce come sia stato possibile siglare un accordo che prevede un prezzo pari a 2.100 euro per un medicinale di sintesi chimica che l'azienda americana Gilead aveva realizzato negli anni passati per debellare l'epidemia di virus Ebola, il cui costo di produzione è stimato inferiore a cinque euro per un ciclo di trattamento". A stretto giro è arrivata la replica dell'azienda farmaceutica produttrice del Veklury️ (Remdesivir) che sottolinea come "il prezzo è stato tenuto a un livello basso e sostenibile per i sistemi sanitari".

"Gilead ha fissato un unico prezzo per tutti i Paesi industrializzati pari a 390 dollari a fiala e a 2.340 dollari per un ciclo di trattamento di 5 giorni, ben al di sotto del valore che il farmaco può generare per i pazienti e i sistemi sanitari". L'azienda inoltre aggiunge: "La riduzione dei tempi di ospedalizzazione oltre a rappresentare un risparmio dei costi diretti, permette anche di liberare capacità ospedaliera per trattare più pazienti in una condizione di risorse limitate come l'attuale". Giulia Grillo, dal canto suo nell'interpellanza al ministro Speranza, sottolinea che il costo definito nell'accordo dell'8 ottobre scorso per una fornitura di 500.000 trattamenti è lo stesso di quello definito il 29 luglio, sempre in sede europea, per circa 30.000 trattamenti. "Come se non bastasse - aggiunge - l'intesa raggiunta per i 500.000 trattamenti è stata siglata poco prima che l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) rendesse noti i risultati degli studio Solidarity Therapeutics Trial". L'analisi, condotta in 405 ospedali in 30 Paesi su 11.266 adulti, e resa nota il 16 ottobre, indicano che il Remdesivir "sembra avere un piccolo o inesistente effetto sulla mortalità a 28 giorni o sul decorso ospedaliero del Covid-19 tra i pazienti ricoverati". Il farmaco era stato approvato dall'Ema soprattutto sulla base di uno studio condotto dal Nih statunitense secondo cui nei pazienti gravi il ricovero medio veniva ridotto da 15 a 11 giorni. 

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