
Una radioterapia su due ha oltre 10 anni
In Italia, il 70% dei cittadini colpiti da cancro ha difficoltà finanziarie. E il 65% conseguenze, più o meno gravi, sulla salute mentale. Per il 30% la malattia ha influito negativamente sulla carriera fino ad arrivare, nei casi più drammatici, alla perdita del lavoro. Questi alcuni dati che emergono nel 12/mo Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, presentato venerdì scorso, in occasione della Giornata Nazionale del Malato Oncologico, organizzata dalla Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (Favo).
Il combinato disposto di questi due fattori accentua la debolezza, soprattutto per quello che riguarda gli aspetti assistenziali e previdenziali, lasciando scoperti di tutele proprio i più giovani e le donne che vivono al Sud. Inoltre, la vulnerabilità economica si correla a quella psicologica".Nel nuovo Rapporto è evidenziata anche l'obsolescenza delle apparecchiature di radioterapia. "Il 40% di tutti i tumori guariti viene eliminato grazie alla radioterapia, da sola o in combinazione con altri tipi di trattamento - sottolinea Vittorio Donato, presidente di Associazione Italiana di Radioterapia ed Oncologica Clinica (Airo) - l'Italia dispone di 183 centri di Radioterapia, ma con una concentrazione più bassa al Sud. Inoltre, il 45% dei 430 degli acceleratori lineari per radioterapia, peraltro - conclude - ha un'età superiore ai 10 anni".
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.
Progetto Re-Start di IncontraDonna: spettacolo a Roma con pazienti oncologici e caregiver per condividere arte e resilienza.
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