
La ricerca si è concentrata sulla memoria di lavoro visuo-spaziale, che aiuta a ricordarsi dove sono gli oggetti
I ricercatori del Centro interdipartimentale mente/cervello (Cimec) dell'Università di Trento hanno dimostrato l'efficacia di alcuni esercizi nel potenziare le capacità mnemoniche e di concentrazione delle persone anziane. I risultati dello studio, effettuato in collaborazione con l'Università di Birmingham, sono stati pubblicati oggi sulla rivista "Scientific reports". Il lavoro si inserisce nel progetto strategico "Reversing age and resilience in the elderly", per contrastare il decadimento cognitivo nella terza età. La ricerca si è concentrata sulla memoria di lavoro visuo-spaziale, che aiuta a ricordarsi dove sono gli oggetti, una delle parti della memoria a rischio di deterioramento con l'età.
fonte: ansa
Dalle evidenze emergenti sui biomarcatori plasmatici alle nuove traiettorie molecolari: il congresso AD/PD 2026 segna una svolta verso una medicina di precisione sempre più concreta nella malattia di Alzheimer.
La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.
Individuato un dialogo chiave fra cervello e sistema immunitario: avviene grazie all’attività di neuroni che controllano la produzione nel midollo osseo delle cellule della risposta immunitaria coinvolte nello sviluppo della sclerosi multipla
Nelle RSA una pillola su tre viene triturata o divisa, ma il fenomeno riguarda anche il domicilio. Con tutti i rischi di inefficacia e tossicità.
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Crialesi: “I dati aggiornati confermano una crescita costante della popolazione over 65. Questo fenomeno si accompagna a un divario crescente tra aspettativa di vita e anni vissuti in buona salute o in piena autonomia”
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