Pubblicato il rapporto Aifa sull'acquisto farmaci durante la pandemia. Ridotti i farmaci oncologici da somministrare in ospedale
La pandemia Covid ha modificato l'assunzione di farmaci anche per chi non ci ha fatto i conti in modo diretto. Nel 2020, infatti, gli italiani hanno comprato meno pillole dell'amore e contraccettivi, ma più ansiolitici e il consumo di questi ultimi ha visto un'impennata, in particolare, nella seconda ondata pandemica. "Il punto più basso di consumo di farmaci per l'ansia, nel 2020, c'è stato ad agosto, quando regnava una maggiore tranquillità correlata alla sensazione di essere usciti dal tunnel coronavirus", spiega Massimo Cozza, psichiatra e direttore del Dipartimento di Salute mentale della ASL Roma 2.
Tra i farmaci acquistati nelle farmacie territoriali, secondo il "Monitoraggio dell'acquisto dei farmaci durante la pandemia Covid-19" realizzato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) si è ridotto il consumo dei farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans), come l'ibuprofene, anche se mancano prove scientifiche su una correlazione con il peggioramento della malattia da Covid-19. Anche i farmaci per la disfunzione erettile e i contraccettivi di emergenza "hanno mostrato una riduzione significativa d'uso tra marzo e maggio 2020", di pari passo con i cambiamenti imposti dal virus alle relazioni sociali.
Il report Aifa, conferma nel 2020 anche l'aumento dell'uso dell'azitromicina, antibiotico spesso usato per pazienti Covid, pure in assenza di indicazioni da parte delle agenzie regolatorie. Così come si mostra l'atteso maggior consumo di farmaci di prima linea per il Covid, come eparina e glucocortisonici, e di anestetici utilizzati nelle terapie intensive. Si sono ridotti, invece, gli acquisti di farmaci oncologici endovena, somministrabili nei reparti di oncologia ospedalieri, in parte compensati dalla crescita di oncologici sottocutanei e orali, che si possono somministrare e/o assumere in casa propria.
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