Vaccini, Commissione Salute: coinvolgere medici di famiglia e farmacisti

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 14/01/2021 21:14

Fofi: noi siamo pronti. Istituita una piattaforma per l'attività di distribuzione: priorità a over 80 e Rsa

L'assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi (nella foto), coordinatore nazionale della Commissione Salute, chiede al ministro Roberto Speranza di coinvolgere medici di famiglia e farmacisti nella prossima fase della vaccinazione anti-Covid, prevedendo anche un apposito finanziamento. La richiesta è contenuta in una lettera inviata al ministro, nella quale Icardi sottolinea "la numerosità, la diffusione capillare sul territorio e il rapporto di fiducia con gli assistiti che rendono entrambe le categorie soggetti capaci di favorire una più ampia partecipazione dei cittadini al programma vaccinale". 

Per facilitare le operazioni è stata istituita una piattaforma informativa nazionale idonea ad agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione, e il relativo tracciamento. Inoltre, su istanza della Regione o Provincia autonoma interessata, la piattaforma nazionale esegue, in sussidiarietà, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, di registrazione delle somministrazioni dei vaccini e di certificazione delle stesse, nonché le operazioni di trasmissione dei dati al Ministero della salute.

"Per i farmacisti - precisa - la somministrazione sarebbe consentita in via sperimentale, sotto la supervisione di medici, assistiti se necessario da infermieri o personale sanitario opportunamente formato".  "In Piemonte - osserva Icardi - il sistema congiunto formato da medici di medicina generale e farmacisti nell'ultima campagna antinfluenzale ha saputo vaccinare quasi un milione di persone in appena due mesi. L'unico intoppo è stata l'interruzione della fornitura del vaccino da parte della ditta appaltatrice. Questo vuol dire che il meccanismo esiste già e funziona".  "Se ci forniscono le dosi nelle quantità e nei tempi stabiliti - assicura - siamo in grado di far fronte anche agli straordinari impegni della vaccinazione anti-Covid. Ma non si può prescindere dall'attivazione dei medici di medicina generale e dei farmacisti, perché temiamo che le sole forze delle Asl e dei rinforzi commissariali non siano sufficienti. Sollecitiamo quindi il Governo a mettere a disposizione le risorse necessarie".

Immediata la risposta dai farmacisti italiani che si dicono pronti a partecipare al programma di immunizzazione contro la Covid-19, come spiega il presidente della Fofi, la Federazione degli ordini dei farmacisti, Andrea Mandelli.     "Bisogna innanzitutto avere dosi in numero adeguato, ma per coprire la popolazione si dovranno immunizzare 150mila persone al giorno che dovranno ricevere anche una seconda dose - ha detto nel corso della puntata di 'Porta a porta' - Come ho detto più volte, noi siamo pronti: in Italia abbiamo 19.000 farmacie, con 60.000 professionisti. Se solo nella metà di questi presidi si eseguissero 5 vaccinazioni al giorno avremmo raggiunto un terzo di questo obiettivo. Ed è un calcolo molto prudente".    Quanto all'esecuzione della vaccinazione, il presidente della Fofi ha ricordato che "la legge di bilancio dispone che anche il farmacista, sotto la supervisione del medico possa inoculare il vaccino". Mandelli ha sottolineato l'opportunità di fornire vaccini alle farmacie, anche perché "la presenza di frigoriferi" è "un obbligo di legge" e dunque potrebbero ospitare quelli che necessitano di una particolare conservazione.   "Io credo che l'obiettivo reale sia che il governo si assicuri le dosi necessarie, ma a quel punto non possiamo sprecarle, ci vuole un 'esercito' di professionisti pronto a trasformare lo sforzo del governo in realtà - prosegue Mandelli - per farlo è necessario che tutti collaborino, non è una gara a stabilire se il vaccino lo farà il medico o il farmacista.   Abbiamo di fronte una guerra e in guerra bisogna ricorrere anche alle armi non convenzionali"

"Le prime tappe della campagna di vaccinazione sono chiare e definite: innanzitutto il personale sanitario, le Rsa e le persone dagli 80 anni in su. Si tratta di oltre 6 milioni di persone di cui più di 4 sono over-80. Aver scelto questa priorità rappresenta un tratto di umanità e civiltà profondamente giusto", precisa il ministro della Salute Roberto Speranza. "Non credo ci possano essere dubbi: il Ssn, tanto più in una grave emergenza, ha obbligo di tutelare innanzitutto il diritto alla salute a partire dai più deboli, che corrono più rischi di perdere la vita". "Siamo ragionevolmente fiduciosi - ha aggiunto Speranza - che un aumento delle dosi disponibili avverrà in tempi non lunghi, aspettiamo certi che Ema e Aifa non perderanno neanche un giorno nel loro lavoro. Vogliamo correre ma dobbiamo farlo nell'assoluta sicurezza, ecco perche' dobbiamo dare agli scienziati tutto il tempo necessario".

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