Reintrodotta l'Iva sui Dpi, i dentisti ne chiedono l'esenzione

Odontoiatria | Redazione DottNet | 26/01/2021 10:50

Andi, "Eliminare subito l'ulteriore aggravio di costo"

L'Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) chiede che venga mantenuta l'esenzione dell'Iva su tutti i dispositivi di protezione individuale (Dpi) che dal primo gennaio 2021 è stata reintrodotta, seppure in misura ridotta al 5%.  "I ritardi sulle vaccinazioni e la consapevolezza della oggettiva diffusione del virus fra la popolazione, che viene pertanto costantemente invitata ad usare e cambiare i Dpi a scopo precauzionale, deve imporre al governo l'obbligo di eliminare subito l'ulteriore aggravio di costo rappresentato dall'imposta IVA nuovamente attiva dal primo gennaio", ha spiegato Carlo Ghirlanda, presidente Andi. "Si tratta di un provvedimento opportuno per tutti i professionisti sanitari ed il personale ausiliario, ed in particolare per noi odontoiatri e assistenti di studio ha aggiunto - impossibilitati a mantenere il distanziamento interpersonale con i pazienti per la specifica natura delle prestazioni odontoiatriche e che per motivi di precauzione e prevenzione utilizziamo i Dpi per garantire i pazienti, noi stessi e il personale di studio dal rischio di contagio". E ha concluso: Il taglio delle forniture di vaccini lascia prevedere che gli odontoiatri dovranno ancora per lungo tempo aumentare le proprie dotazioni di Dpi, generando un ulteriore aumento dei costi che, se non deve ricadere sui pazienti, non può allo stesso tempo gravare sui noi professionisti, per i quali l'Iva rappresenta un costo puro poiché le prestazioni sanitarie per diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona sono esenti da Iva".

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