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Avacopan e Tocilizumab sostituiscono gli steroidi nella vasculite

Farmaci Redazione DottNet | 03/06/2021 15:37

Scoperta italiana pubblicata sul New England Journal of Medicine e Lancet Rheumatology

Due farmaci sono in grado di sostituire la terapia con steroidi (cortisone) nel trattamento della vasculite dei piccoli e dei grandi vasi e quindi in grado di evitarne gli importanti effetti collaterali, che possono andare dalle infezioni alle fratture vertebrali, al diabete, all’ipertensione. Avacopan e Tocilizumab sono  terapie di tipo biologico, che si distinguono dai farmaci di sintesi chimica perchè ottenuti a partire da materiale biologico. La scoperta viene dalle Reumatologie di Modena e Reggio Emilia che, sotto la guida del professor Carlo Salvarani, ne hanno ideato e organizzato gli studi in collaborazione con i principali centri internazionali di Reumatologia e Immunologia.

Come viene spiegato in articoli pubblicati sulle due più prestigiose riviste di Medicina Interna e di Reumatologia, rispettivamente New England Journal of Medicine e Lancet Rheumatology, si tratta di studi destinati a modificare la pratica medica corrente e a cercare di risolvere il lato ’oscuro’ della terapia steroidea.

"Lo steroide è il più potente antinfiammatorio a disposizione del clinico per la terapia delle malattie immuno-infiammatorie (vedi anche terapia del Covid-19) – riferisce Salvarani, professore ordinario dell’Università di Modena e Reggio Emilia, al Resto del Carlino - tuttavia il loro utilizzo prolungato presenta effetti collaterali importanti. Per la prima volta un farmaco si è dimostrato in grado di sostituire lo steroide in due patologie reumatologiche con risposta iper-infiammatoria, vale a dire la vasculite dei piccoli vasi e quella dei grandi vasi. L’introduzione di Avacopan e Tocilizumab nell’armamentario terapeutico, pertanto, apre ad una nuova era nel trattamento delle malattie infiammatorie sistemiche, in quanto il risparmio di steroide o la sua sostituzione con farmaci ugualmente efficaci o più efficaci e meno tossici rappresenta il raggiungimento di un obiettivo perseguito da molto tempo nella clinica".

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"Un anno di terapia con Tocilizumab – puntualizza il prof Salvarani – determina nel 42% dei pazienti una remissione continuativa, senza trattamento nei due anni successivi alla sua sospensione. Se confrontiamo i pazienti trattati con Tocilizumab e quelli trattati con steroidi nel primo anno di terapia, emerge che i primi mostrano una necessità di corticosteroidi dimezzata rispetto ai secondi. Tale importante differenza persiste anche al termine del terzo anno nonostante la sospensione della terapia al termine del primo anno. Questo permette di risparmiare al paziente i possibili effetti collaterali che possono derivare dall’utilizzo dello steroide".

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