
Un semplice prelievo di sangue, al posto della più complessa biopsia endomiocardica, consente di riconoscere in maniera veloce e affidabile la presenza del rigetto nei pazienti trapiantati di cuore e di avviare le terapie per combatterlo. La scoperta grazie a uno studio della Città della Salute di Torino su trenta trapiantati appena pubblicato sul Journal of Heart and Lung Transplantation, la più prestigiosa rivista scientifica internazionale di trapianto. "Il dna non si trova soltanto dentro le cellule, ma può essere presente in piccoli frammenti anche nel sangue - spiega Silvia Deaglio, genetista dell'Università di Torino e medico del Servizio di Immunogenetica e Biologia dei Trapianti dell'ospedale Molinette -.




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