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Smi: I medici di famiglia non potranno garantire l’inoculazione della terza dose di vaccino

Sindacato Redazione DottNet | 06/07/2021 19:32

"Distogliere il medico di famiglia dall’ordinario controllo e dal trattamento delle cronicità danneggia la prevenzione"

“L’attuale fase della vaccinazione di massa e la difficoltà di raggiungere tutte le classi di età della popolazione c’indicano che gli hub non potranno rimanere per troppo tempo (per i costi enormi), cosicché il nuovo coinvolgimento dei medici di famiglia è indicato dal Governo come la soluzione ideale per proseguire la profilassi della popolazione”, così Ludovico Abbaticchio, Presidente Nazionale del Sindacato Medici Italiani – SMI, in una dichiarazione traccia un bilancio dell’andamento della campagna e il coinvolgimento dei medici di famiglia.

“Per questo distogliere il medico di famiglia dall’ordinario controllo e dal trattamento delle cronicità danneggia la prevenzione, non permette un buon controllo di riacutizzazione di malattie croniche e di diagnosi precoci.

Se poi aggiungiamo il continuo giungere di telefonate per rassicurare sulla bontà della vaccinazione e per spiegare come ottenere il green pass, spesso preteso con una veemenza che sfiora la minaccia, il quadro dello  svilimento della professione del medico di medicina generale è completo. Sono queste le grandi difficoltà legate alla possibilità della inoculazione della terza dose del vaccino anticovid da parte dei medici di famiglia”.

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“Non è bello prendere atto che l’impegno di spesa per questa pandemia è stato molto alto e che affidare ai medici di medicina generale la campagna vaccinale sarebbe molto più economico. I medici di medicina generale hanno concordato 8 euro per le somministrazioni in studio o negli hub e 25 euro per il domicilio, mentre altri colleghi hanno ottenuto 80 euro lordi all’ora. Sull’aspetto dei diversi trattamenti economici per le figure sanitarie coinvolte nella campagna vaccinale poi qualcuno (Governo e Regioni) ne dovranno rispondere, ma il punto centrale, in questo momento, è rappresentato da come il sistema sanitario risponda al bisogno di salute della popolazione”.

“Quando interloquiamo con i nostri pazienti, praticamente tutti comprendono l’importanza della protezione vaccinale  e superano le incertezze. La questione, però, sta a monte. Dopo aver dato la disponibilità a vaccinare, dobbiamo segnalare che gli accordi contrattuali, quelli integrativi regionali, sono stati disattesi. Abbiamo vissuto una drammatica situazione sul piano organizzativo e operativo. La distribuzione dei vaccino ai medici di famiglia è stata scarsa, improvvisata; alcuni hanno avuto poche dosi, altri tante. I medici che hanno scelto di operare negli hub sono stati comunque discriminati rispetto agli altri operatori. Hanno potuto contare, oltre che sui vaccini, su infermieri, amministrativi e vaccini”.

“Alle luce di questo e dei nostri impegni extra Covid, siamo indotti a ritenere che l’eventuale assegnazione ai medici di medicina generale della terza dose non potrà essere garantita. Aspettiamo di capire cosa intendono fare il Governo e le regioni. Ma non siamo affatto ottimisti!”, conclude Abbaticchio.

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