
Le cause sono le precedenti comorbidità (preesistente cardiopatia), la gravità della polmonite e della compromessa ossigenazione e l'infiammazione sistemica
Il SARS-CoV-2 può comportare problemi a livello cardiaco e si stima che oltre il 40% dei pazienti ricoverati presentino indicatori di danno cardiaco. Non è il virus in sé a causarli ma un ruolo chiave nel danno cardiaco durante l'infezione da coronavirus sono le precedenti comorbidità (preesistente cardiopatia), la gravità della polmonite e della compromessa ossigenazione e l'infiammazione sistemica. A sostenerlo - spiega il prof. Gianfranco Sinagra (nella foto), direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell'Apparato Cardiovascolare dell'Universita' di Trieste e della Cardiologia - è uno studio basato sull'esperienza di patologia cardiovascolare della professoressa Rossana Bussani dell'Istituto di Anatomia Patologica di Asugi-Università di Trieste, criticamente analizzata con i colleghi cardiologi dell'ospedale di Cattinara (Trieste) e ricercatori molecolari di Icgeb, il Centro internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie di Trieste.
Ma la figura a pera con adipe a fianchi e cosce lo protegge
Uno studio londinese, realizzato sui dati di 21.241 persone, ha calcolato l’incidenza della sostanza che si accumula attorno agli organi nell'invecchiamento del cuore
Ricercatori italiani scoprono che il nervo vago è fondamentale per un cuore sempre giovane. Si aprono nuove prospettive per la chirurgia cardiaca.
Prevenzione Cardiologica: Verì al passo con le nuove tecnologieLa Regione Abruzzo sostiene l’innovazione nella prevenzione cardiologica con PoliCardio, un progetto che porta la sanità digitale nelle case.
Società scientifiche ed esperti concordano sulla necessità di agire sull’organizzazione e il monitoraggio – anche attraverso i LEA - e sulla comunicazione per un paziente più consapevole
Per colmare questo vuoto, è stato realizzato il Manifesto: “Rischio cardiovascolare residuo: analisi del contesto e delle opzioni terapeutiche, tra innovative strategie di prevenzione e sostenibilità di sistema”
Abbott annuncia la disponibilità in Italia di AVEIR™ DR, il primo sistema di pacemaker bicamerale senza fili al mondo per trattare le persone con un ritmo cardiaco anomalo o più lento del normale. Eseguiti già i primi impianti in Italia
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