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I pazienti Covid hanno un rischio di miocardite sedici volte maggiore rispetto ai non contagiati

Secondo la ricerca l’incidenza di miocardite tra i maschi affetti da Covid di età compresa tra i 12 e i 17 anni è di 876 casi su un milione mentre nelle ragazze della stessa età si parla di 213 casi per milione
Cardiologia

Un nuovo studio dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha concluso che i pazienti Covid ricoverati hanno in media un rischio 16 volte superiore di sviluppare l’infiammazione del muscolo cardiaco rispetto ai non contagiati. Gli scienziati dei Cdc, coordinati dal professor Tegan K, Boehmer hanno analizzato i dati di un data base ospedaliero relativo a 900 strutture sanitarie e hanno messo a confronto l’incidenza della miocardite nel 2019 con il periodo marzo 2020 e gennaio 2021, anno della pandemia. L’analisi ha evidenziato che nel 2020 è stato registrato il 42,3% di casi in più di miocardite rispetto al 2019: in numeri assoluti 4.560 contro 3.205 durante il ricovero in ospedale. «Nel complesso la miocardite è risultata rara tra la persone con e senza Covid, tuttavia la malattia da Covid era associata in modo significativo a un aumento del rischio di miocardite con rischio variabile in base all’età» scrivono gli autori. Nei pazienti ricoverati in ospedale con diagnosi Covid-19 il rischio di miocardite era dello 0,146%, mentre in quelli ricoverati, ma non infettati da Sars-Cov-2 era appena dello 0,009%. Il rischio variava con l’età: da un rischio medio di 16 volte superiore si è passati a 7 volte superiore tra i 16 e i 39 anni. Le cose sono andate peggio tra gli under 16 e gli over 75 con un rischio di 30 volte superiore.

Come detto miocarditi e pericarditi sono state indicati come possibili e rari effetti collaterali ai vaccini a mRNA. Tuttavia un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha anch’esso concluso che il rischio di miocardite da infezione è quasi quattro volte maggiore al rischio associato al vaccino Pfizer. Sono stati analizzati i dati di 880mila persone sopra i 16 anni vaccinate con Pfizer in Israele, ognuna delle quali è stata «accoppiata» ad una non vaccinata paragonabile per caratteristiche fisiche e demografiche. Nei soggetti sono stati calcolati i tassi di incidenza di 25 potenziali effetti avversi, che in un’altra analisi sono stati calcolati per un campione di 170mila persone positive al Covid confrontate a loro volta con un gruppo di controllo. «Anche se la miocardite rimane un effetto raro, scrivono gli autori, è risultata più comune nei vaccinati rispetto ai non vaccinati, con 2,7 casi in più ogni 100mila immunizzati. È molto più alto però il rischio di avere la miocardite se si è avuto il Covid, con 11 casi ogni 100mila persone». Un altro studio suggerisce invece che il rischio di sviluppare una miocardite è sei volte maggiore negli adolescenti maschi che hanno contratto Covid-19 rispetto alla probabilità che il raro effetto collaterale emerga dopo aver ricevuto un vaccino Pfizer. Secondo la ricerca l’incidenza di miocardite tra i maschi affetti da Covid di età compresa tra i 12 e i 17 anni è di 876 casi su un milione mentre nelle ragazze della stessa età si parla di 213 casi per milione.

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Gli studi hanno tutti concluso che i benefici del vaccino superano i rischi tanto che sia FDA sia EMA hanno raccomandato e continuano a raccomandare il vaccino agli over 12. Secondo un’analisi dei Cdc, un milione di dosi di vaccino Pfizer possono, nella fascia 12-29 anni, evitare 23.500 casi di Covid, circa 1.500 ricoveri, 211 ingressi in terapia intensiva e 12 decessi. Il tutto a fronte di un rischio di 43-52 casi di miocardite. Inoltre non si sono verificati i casi di pericardite o miocardite post vaccino e tutti si sono risolti con pochi giorni di ricovero e terapia cortisonica. La miocardite è un’infiammazione acuta delle cellule del miocardio e si manifesta con palpitazioni, aumento della frequenza cardiaca, senso di oppressione al torace, talvolta febbre e tosse. In caso di pericardite il cuore non lavora bene, non riesce ad espandersi a dovere e possono comparire dolore, alterazione del ritmo cardiaco, aumento dei battiti, malessere generale. Si tratta di condizioni che possono che spesso hanno origine virale tanto che in epoca pre Covid la miocardite era spesso una conseguenza di un’infezione influenzale. Finora i casi di miocardite o pericardite post vaccino emersi tra i giovani sio stati trattati con farmaci antinfiammatori FANS o cortisonici. Non è chiaro perché emergano queste condizioni cardiache a seguito del vaccino. È possibile che si tratti di un eccesso di risposta infiammatoria in seguito allo stimolo vaccinale.

Cardiologia
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