
Oltre alla Pa di Bolzano entrano nella zona a rischio Friuli Venezia Giulia, Marche e Calabria
Pubblicato giovedì dall’Ecdc il nuovo aggiornamento della mappa di rischio delle Regioni europee datato 11 novembre. Si sentire sempre di più l’aumento dei contagi anche in Italia che vede peggiorare la sua situazione e registra 4 regioni di colore rosso. Alla Pa di Bolzano che era rossa anche 7 giorni fa si aggiungono Friuli Venezia Giulia, Marche e Calabria. Le Regioni in verde restano solo 3 (Valle d’Aosta, Sardegna e Molise) rispetto alle 6 di una settimana fa. Il resto della penisola è tutto arancione. Sempre grave la situazione nell’est europeo. Male anche Germania, Grecia, Benelux e Paesi scandinavi.
Questi colori assumono una notevole importanza per le eventuali limitazioni alla circolazione che ogni singolo stato membro potrebbe comunque adottare pur con il green pass in vigore.

Da Aiop e Regione nuova difesa dell’integrazione tra pubblico e privato come punto di forza del modello lombardo. Ma tra finanziamenti pubblici, accreditamenti e gestione delle criticità, resta aperto il tema della governance reale del sistema
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.
Dopo il cluster registrato su una nave da crociera, l’Organizzazione mondiale della sanità richiama il tema della sorveglianza epidemiologica e dei cambiamenti ambientali
La Società italiana d’Igiene chiede un intervento urgente per garantire continuità ai sistemi di monitoraggio epidemiologico, dalle arbovirosi al morbillo
Dalla prevenzione globale ai casi importati nel nostro Paese: in 25 anni evitati miliardi di contagi, ma lo stallo preoccupa l’Oms. Iss: ogni anno 700-800 casi in Italia, tutti d’importazione
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