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Nivolumab associato alla chemioterapia migliora la sopravvivenza nel tumore

Farmaci Redazione DottNet | 12/11/2021 07:16

Nivolumab ha mostrato una maggiore efficacia nel trattamento neoadiuvante o adiuvante di quattro tipi di tumori: polmone, vescica, esofago/giunzione gastroesofagea e melanoma

Migliora la sopravvivenza libera da malattia. Questo è l'effetto nei pazienti con Nsclc, il tumore del polmone non a piccole cellule resecabile del farmaco nivolumab associato alla chemioterapia. A dirlo è lo studio Checkmate-816. Questa associazione aveva già mostrato un miglioramento significativo della risposta patologica completa.  "Anche se lo scopo della chirurgia è curativo nel tumore del polmone non a piccole cellule resecabile, una percentuale tra il 30% e il 55% dei pazienti sviluppa una recidiva dopo la chirurgia e in definitiva ci si deve arrendere alla malattia, confermando una forte necessità di opzioni aggiuntive che possano interrompere questo ciclo" spiega Nicolas Girard, docente di medicina respiratoria alla Paris Saclay University e responsabile del Thorax Institute Curie Montsouris di Parigi.

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"I dati positivi di sopravvivenza libera da malattia osservati con nivolumab neoadiuvante più chemioterapia sono rivoluzionari - aggiunge - e possono avere implicazioni importanti nel trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule resecabile".  Attualmente, nivolumab ha mostrato una maggiore efficacia nel trattamento neoadiuvante o adiuvante di quattro tipi di tumori: polmone, vescica, esofago/giunzione gastroesofagea e melanoma.  "I dati di sopravvivenza libera da malattia dello studio CheckMate-816 rafforzano l'evidenza del potenziale delle terapie a base di nivolumab nel migliorare i risultati clinici a lungo termine, negli stadi precoci dei tumori non metastatici", dichiara Abderrahim Oukessou, vice presidente, Thoracic Cancers Development Lead di Bristol Myers Squibb, società che produce il farmaco.

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