
Verranno anche esaminati, in ordine cronologico, i documenti relativi ai mesi già trascorsi dell’anno in corso
Il periodo di quarantena con sorveglianza per contatto Covid è tornato a essere equiparato alla malattia secondo quanto previsto dal decreto 146/2021 del 21 ottobre. “Tutte le pratiche per il riconoscimento della prestazione di malattia relative ai lavoratori dipendenti con questo certificato dovranno essere rimesse in lavorazione, in base all'ordine cronologico degli eventi”, si legge in un messaggio dell’Inps Nel decreto 146/2021, l'articolo 8 ha riscritto il comma 5 dell'articolo 26 del decreto legge 18/2020, stanziando i fondi per la copertura finanziaria della prestazione per il 2021, sia per quanto riguarda i dipendenti del settore privato sia per quelli del settore pubblico e privato impossibilitati a svolgere la propria attività in smart working
"La nuova formulazione dell'articolo 26 - scrive l’Inps - stabilisce che l'equiparazione a malattia del periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, dai lavoratori del settore privato, viene riconosciuta fino al 31 dicembre 2021”.
Ad agosto 2021, l’Inps aveva comunicato che l’indennità di malattia per quarantena Covid non poteva essere erogata per gli eventi avvenuti relativi al 2021, ma solo per tutto il 2020 nel limite delle risorse stanziate. "Poiché per il 2021 il legislatore non ha stanziato nuove risorse - aveva spiegato l'Inps - l’indennità non potrà essere erogata anche per gli eventi avvenuti nell’anno in corso". I sindacati avevano protestato contro la decisione e chiesto, a più riprese, al governo di trovare i fondi per rifinanziare la misura. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, si era impegnato a fine agosto 2021 a trovare rimedio per evitare che i lavoratori costretti alla quarantena per contatti con un positivo Covid si ritrovassero anche con un taglio dello stipendio perché messi in aspettativa o in sospensione dal lavoro non retribuita.
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