Pensione, medici e quota 102: a chi conviene e come fare

Previdenza | Redazione DottNet | 13/01/2022 20:46

Questo istituto si applica ai sanitari dipendenti iscritti all’Inps e non ai convenzionati ed ai liberi professionisti iscritti all’Enpam

Uno degli argomenti più approfonditi della nuova Legge di Bilancio è senza dubbio la Quota 102, il nuovo canale per il pensionamento anticipato che si affianca al requisito ordinario previsto dalla Legge Fornero (41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, a cui va aggiunta la finestra mobile di tre mesi), sostituendo la Quota 100, il meccanismo previsto nel triennio 2019-2021 ed ora giunto a termine. 

Dunque nel 2022 l’accesso alla pensione anticipata sarà appunto possibile con Quota 102, cioè con almeno 64 anni di età (nel 2021 erano 62) ed almeno 38 anni di anzianità contributiva. Questi requisiti, va ricordato, vanno raggiunti entrambi, e dal momento del loro conseguimento congiunto, per andare effettivamente in pensione, occorre anche attendere l’apertura di una finestra, pari a tre mesi per i dipendenti del settore privato e di sei mesi per i dipendenti pubblici.

Calando questo istituto nella realtà dei medici e degli odontoiatri, va detto subito che esso si applica ai sanitari dipendenti iscritti all’Inps e non ai convenzionati ed ai liberi professionisti iscritti all’Enpam, i quali ultimi peraltro continuano a godere di requisiti di pensionamento molto più favorevoli, cioè sostanzialmente quota 97 (35 anni di contributi e 62 anni di età senza alcuna finestra di uscita).

Parlando di Quota 102, dunque, si parla esclusivamente di medici dipendenti e la contribuzione che occorre considerare ai fini del perfezionamento del requisito dei 38 anni è soltanto quella presente presso l’Inps, ossia quella obbligatoria (il lavoro effettivamente prestato, compreso quello da collaborazione con contributi presso la Gestione Separata), quella volontaria (ad esempio il riscatto del corso di laurea e di specializzazione), quella figurativa (ad esempio il servizio militare) e quella ricongiunta da altri enti a titolo oneroso (ad esempio, gli anni di lavoro in convenzione trasferiti dall’Enpam all’Inps su domanda e pagando un costo specifico). Sono invece escluse le contribuzioni versate presso le casse professionali, sia private che privatizzate.

Alla Quota 102 (come era già per la Quota 100) non possono quindi applicarsi, per espressa disposizione normativa, gli istituti gratuiti del cumulo e della totalizzazione contributiva, che sono invece stati e continuano ad essere abbondantemente utilizzati dai medici per accedere ai requisiti ordinari di pensionamento anticipato previsti dalla Legge Fornero (i già citati 42 anni e 10 mesi, ridotti di un anno per le donne). Per i medici la Quota 102, come pure la Quota 100, ha un altro grave handicap: la pensione che si può ottenere non è cumulabile con altri redditi da lavoro dipendente o autonomo, e l’incumulabilità cessa soltanto quando si raggiungono i requisiti per la pensione di vecchiaia (attualmente 67 anni di età). Insomma, la Quota 102 conviene solo ai medici che vogliono appendere definitivamente il camice al chiodo, mentre a tutti gli altri (la maggioranza), che vogliono sostituire almeno parzialmente il lavoro dipendente con un’attività autonoma, aggiungendone il reddito alla pensione, conviene senz’altro cercare di conseguire i requisiti della Legge Fornero; e possono farlo, come già detto, gratuitamente con l’istituto del cumulo, che consente loro di valorizzare tutti i periodi successivi all’iscrizione all’Albo, giovandosi della contribuzione versata alla Quota A del Fondo di previdenza generale dell’Enpam.

Ai medici che vogliono comunque utilizzare il sistema delle quote, è bene sempre ricordare che, se sono nati entro il 31 dicembre 1959 ed hanno raggiunto i 38 anni di contributi Inps entro il 31 dicembre 2021, potranno sempre accedere al pensionamento con Quota 100 quando vorranno, anche dopo uno due o tre anni, perché il diritto che hanno acquisito può essere esercitato anche in un momento successivo. La stessa cosa accadrà anche con Quota 102, istituto la cui durata è prevista per un solo anno, in favore dei nati entro il 31 dicembre 1958 che raggiungeranno i 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2022.

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