
Più infarti e ictus con calcio coronarico e lipoproteine alte
Alte quantità di lipoproteina (un tipo di colesterolo 'cattivo' legato molto alla genetica) o di calcio coronarico (un marker dei depositi di placca attorno al cuore) sono associati a un maggiore rischio di infarto o ictus, anche del 22% su 10 anni, rispetto al 10-15% in più di chi aveva solo uno di questi due fattori alti. A dirlo è un lavoro dell'Ut Southwestern Medical Center pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology. Secondo quanto emerso, il mix della presenza dei due fattori aumenta il rischio cardiovascolare. La lipoproteina è una particella di colesterolo che viene considerata alta quando è superiore a 50 mg/dl.
Numerosi studi hanno dimostrato che livelli elevati di hs-CRP sono associati a un incremento indipendente del rischio di eventi cardiovascolari, anche in pazienti con valori lipidici nella norma.
L’aterosclerosi è oggi sempre più interpretata come una malattia cronica immuno-metabolica, che richiede strategie preventive e terapeutiche integrate e a lungo termine.
Lo rivelano i risultati dello studio Pursuit: con un farmaco sperimentale in aggiunta allo standard di cura l’84% dei pazienti raggiunge l’obiettivo
Progetto europeo finanziato da EU4Health. Con Resil-Card ospedali e servizi possono valutare la tenuta dei percorsi cardiologici in situazioni di crisi.
Dalla ricerca alla clinica, una leadership italiana che guarda a innovazione, prevenzione e intelligenza artificiale
Uno studio condotto su quasi 30 mila individui evidenzia il valore prognostico del Growth Differentiation Factor-15 nella previsione di malattia cardiovascolare aterosclerotica e steatosi epatica metabolica.
Conclusa la fase pilota: le prestazioni di monitoraggio cardiovascolare diventano stabilmente accessibili attraverso la rete delle farmacie territoriali con copertura del Servizio sanitario nazionale.
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