
Il trattamento con il farmaco immunoterapico dostarlimab si è dimostrato in grado di far regredire completamente il tumore in un piccolo campione di pazienti con una particolare forma di cancro dell'intestino. La sperimentazione è stata realizzata al Memorial Sloan Kettering Cancer Center a New York. È stata pubblicata sul New England Journal of Clinical Oncology e presentata nei giorni scorsi al meeting annuale dell'American Society of Clinical Oncology. Lo studio ha coinvolto 16 pazienti con adenocarcinoma del retto localmente avanzato caratterizzato da una particolare anomalia nei meccanismi di riparazione del Dna, una forma che riguarda il 5-10% dei tumori che colpisce il retto e che "risponde poco ai regimi di chemioterapia standard", spiegano i ricercatori. "Il trattamento per il tumore rettale localmente avanzato consiste nella somministrazione della chemioterapia e radioterapia neoadiuvante seguita dalla resezione del retto", aggiunge il team.

Studio randomizzato statunitense nel carcinoma polmonare a piccole cellule esteso: serplulimab più chemioterapia ha mostrato sopravvivenza mediana di 12,39 mesi contro 10,15 con atezolizumab, senza dimostrarne la superiorità.

Nel trial DeLLphi-305, aggiungere tarlatamab a durvalumab nel mantenimento di prima linea ha ridotto del 58% il rischio di morte rispetto al solo durvalumab.

Uno studio identifica un asse di segnalazione indipendente dai nutrienti: le mutazioni di ATP6V1B2 possono sostenerne l’attivazione e favorire la proliferazione neoplastica.

Il progetto europeo coinvolge 133 organizzazioni di 29 Paesi e punta a condividere competenze e innovazione in sette aree dell’oncologia, favorendo una maggiore uniformità dell’assistenza e il trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica c
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