Nel progetto, che coinvolge 19 centri in Italia con 10.000 pazienti, è stata data particolare attenzione ai giovani pazienti oncologici che presentano più spesso alterazioni molecolari rare farmacologicamente trattabili
Una nuova strategia diagnostica basata su array di tessuto permette di selezionare rapidamente pazienti con tipi tumorali diversi per dimostrare la presenza di rare alterazioni molecolari: i tumori vengono campionati, prendendone un frammento, e collocati in ordine regolare su uno stesso supporto per analizzarli assieme, a basso costo e in tempi rapidi. Con questo nuovo approccio sono state riscontrate e descritte numerose alterazioni molecolari che permettono da subito trattamenti efficaci con farmaci jolly, cosiddetti agnostici, perché agiscono solo in base all'alterazione molecolare, indipendentemente dal tipo tumorale. Per sviluppare queste tecniche la Società Italiana di Anatomia Patologica ha attivato il "Progetto Vita", coordinato dal professor Antonio Marchetti, docente di Anatomia patologica al Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologie dell'Università "d'Annunzio" di Chieti-Pescara, direttore dell'Anatomia Patologica complessa e del Laboratorio di Diagnostica Molecolare Oncologica di Chieti.
Il sottosegretario alla Salute indica la tabella di marcia della riforma. Al centro accesso ai farmaci e riduzione della dipendenza da Cina e India per i principi attivi
Negli Usa il segretario alla Salute punta a ridurre il ricorso agli antidepressivi. Ma il disagio psichico cresce in tutto l’Occidente e spinge anche i sistemi europei verso nuovi modelli di presa in carico
Al Tavolo tecnico nessuna criticità rilevante nelle forniture. Restano pressioni sui costi e il tema delle regole per garantire continuità ai pazienti
Approvata la rimborsabilità di quattro nuovi medicinali, oltre a nuove indicazioni e farmaci equivalenti. Rafforzata l’offerta terapeutica in ambiti ad alta complessità
Dallo screening organizzato alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche: le evidenze emerse dall’EAU 2026 raccontano un cambio di paradigma nella gestione della neoplasia
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