
Approvato l'uso combinato di dabrafenib (Tafinlar) più trametinib (Mekinist) per il trattamento di pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 6 anni con tumori solidi non resecabili o metastatici
Svolta nella cura del cancro. La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l'uso combinato di dabrafenib (Tafinlar) più trametinib (Mekinist) per il trattamento di pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 6 anni con tumori solidi non resecabili o metastatici con una mutazione BRAF V600E.
Una decisione che rivoluziona il mondo della pratica clinica e che di fatto riconosce l'esistenza del 'BRAFoma' cioè - come spiega Giuseppe Palmieri, past president IMI - Intergruppo Melanoma Italiano, professore ordinario oncologia medica all'Università di Sassari, che ha partecipato alla scoperta di questo gene e per primo ha studiato questa mutazione e le sue implicazioni - "un bersaglio da trattare con le terapie a prescindere dal tipo di tumore solido".
"Una decisione storica", commenta Palmieri che aggiunge: "nei nostri studi abbiamo sempre sostenuto che si potesse trattare la mutazione e non il tumore. Malgrado sapessimo che BRAF V600E fosse tipico del melanoma eravamo convinti che potesse essere in assoluto un marcatore bersaglio di terapie e che anche altri tumori solidi potessero beneficiare degli stessi successi terapeutici." Di qui l'appello: "Come IMI - conclude - vista la nostra esperienza, ci auguriamo che EMA e AIFA recepiscano a breve questa decisione e che il test BRAF diventi un passaggio diagnostico di routine per consentire una nuova opzione per il trattamento a tutti i pazienti con tumori solidi".
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