
All’Ordine dei Medici di Napoli i maggiori esperti a confronto
«Le lesioni cutanee da sempre costituiscono un "alert" che rivela al clinico molte patologie sistemiche, di natura infiammatoria, infettiva, neoplastica, metabolica, ancora latenti o non immediatamente percepite, da qui il ruolo centrale nella clinica moderna del dermatologo, il cui sguardo costituisce il primo strumento per indirizzare al corretto iter diagnostico per inquadrare il paziente e avviarlo quindi al miglior iter terapeutico». A dirlo è il professor Mario Delfino coautore assieme alla professoressa Gabriella Fabbrocini (nella foto), Massimiliano Scalvenzi, Cataldo Patruno, del Testo Atlante di Dermatologia (ed. Idelson Gnocchi) e rivolto ai giovani in formazione e a tutti i medici di medicina generale e specialisti di diverse discipline.
Il testo è stato presentato all’Ordine dei Medici di Napoli nel corso di un incontro al quale ha preso parte, tra gli altri, il presidente Bruno Zuccarelli e che è servito a fare il punto sui nuovi scenari della dermatologia, dettati dall’avvento di nuove tecnologie, farmaci sempre più complessi e personalizzati e digitalizzazione.
Gli esperti che si sono ritrovati a Napoli hanno discusso e fatto il punto di quelle patologie dermatologiche da pronto soccorso, quelle che sono spia di importanti malattie sistemiche, nonché tutte le opportunità offerte dalle moderne tecnologie e farmaci innovativi per eradicare o controllare malattie tumorali a rischio vita (come melanomi ed epiteliomi), le gravi infezioni cutanee e le patologie infiammatorie o allergiche della cute, che impattano gravemente sulla qualità della vita, come la psoriasi, la dermatite atopica, l’orticaria e l’acne. Tutti temi che spiegano bene l’importanza di una formazione continua e di tavoli attraverso i quali trovare un confronto sulle principali innovazioni.
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