Repliche in miniatura delle metastasi del tumore del seno per sviluppare farmaci più efficaci

Oncologia | Redazione DottNet | 02/08/2022 18:22

Sarà possibile grazie agli organoidi, ossia colture cellulari in 3d simili alle masse tumorali, messi a punto da ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (Ire)

Ottenere repliche in miniatura delle metastasi del tumore del seno per sviluppare farmaci più efficaci: sarà possibile grazie agli organoidi, ossia colture cellulari in 3d simili alle masse tumorali, messi a punto da ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (Ire). Il risultto è pubblicato sulla rivista Molecular Cancer.

Quello del seno è il tumore più frequente nelle donne e può spesso dare origine a metastasi, gruppi di cellule tumorali che possono essere più aggressive e resistenti ai comuni trattamenti terapeutici. Attualmente è molto difficile predirne l’insorgenza e avere a disposizione repliche dei tumori, i cosiddetti organoidi ossia culture cellulari il più possibile fedeli alla massa tumorale, su cui poter sperimentare terapie può essere fondamentale per sviluppare nuove cure. “A differenza di altri sistemi sperimentali, come le cellule in coltura in singolo strato o gli animali di laboratorio in cui è stato trapiantato una parte di un tumore, gli organoidi sembrano mantenere le proprietà morfologiche e genetiche del tumore da cui originano

Anche per questo - ha osservato Giovanni Blandino, coordinatore dello studio e direttore dell’Unità di Ricerca Traslazionale Oncologica dell’Ire – gli organoidi possono essere per certi aspetti considerati come una sorta di avatar tridimensionale di ciascuna paziente, oltre a essere strumenti molto utili per la caratterizzazione di ciascun tumore”.

L’obiettivo dello studio, realizzato con il sostegno della Fondazione Airc per la Ricerca sul Cancro, è stato in particolare determinare le condizioni di coltura ottimali per ottenere organoidi di metastasi di tumore al seno usando cellule tumorali prelevate da diversi siti, tra cui cervello, colonna vertebrale, polmone e cute. “Tramite analisi molecolari – ha aggiunto Blandino – abbiamo verificato che gli organoidi generati riproducevano fedelmente le caratteristiche principali della metastasi di origine”

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