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Pronto documento congiunto fra sei associazioni nazionali di diabetici per la medicina territoriale

Diabetologia Redazione DottNet | 10/10/2022 13:41

Lo scopo è di formalizzare una serie di condizioni indispensabili per rendere efficace la risposta assistenziale che scaturirà dai provvedimenti indicati nel DM 77/2022, che si propone di definire modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza te

Lo scopo è di formalizzare una serie di condizioni indispensabili per rendere efficace la risposta assistenziale che scaturirà dai provvedimenti indicati nel DM 77/2022, che si propone di definire modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale

Un documento congiunto fra le 6 più importanti associazioni nazionali di persone con diabete, contenente i punti chiave per una ristrutturazione dell’assistenza territoriale e per una sua evoluzione a misura di paziente, dal titolo "Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Sistema Sanitario Nazionale". È quello che è stato firmato tra AGD - Associazioni di aiuto a Bambini e Giovani con Diabete, AID - Associazione Italiana Difesa Interessi Diabetici, ANIAD - Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici, DIABETE FORUM, FAND – Associazione italiana diabetici, FDG - Federazione diabete giovanile sabato a Roma, nella giornata conclusiva del Convegno organizzato da FAND - Associazione italiana diabetici per i suoi primi 40 anni. Un documento che vede quindi riunito il mondo delle persone con diabete, con lo scopo specifico di formalizzare una serie di condizioni indispensabili per rendere efficace la risposta assistenziale che scaturirà dai provvedimenti indicati nel DM 77/2022, che si propone di definire modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale, in coerenza con quanto stabilito dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Il diabete è una malattia cronica che in Italia colpisce circa 4 milioni di persone, il 90 per cento delle quali soffre di diabete tipo 2 e la restante parte di diabete tipo 1; di questi circa 20.000 sono minori. Numeri a cui si aggiungono quelli delle persone del contesto familiare, indirettamente coinvolte nella sua gestione, il che rende il diabete una patologia ad elevato impatto sociale, anche in termini di qualità della vita, con ripercussioni personali, sociali e familiari. La missione 6 del Pnrr destina alla sanità pubblica risorse per circa 16 miliardi di euro per migliorare le dotazioni infrastrutturali e tecnologiche. In questo contesto, l’occasione offerta dal DM 77/2022 rappresenta un’opportunità fondamentale per una riorganizzazione dell’assistenza territoriale all’altezza delle sfide dei prossimi anni e per annullare definitivamente il divario tra l’offerta sanitaria e i reali bisogni dei pazienti con diabete, sia in età pediatrica sia in quella adulta.

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È con questo scopo che le 6 associazioni nazionali hanno deciso di siglare questo documento, che sintetizza in punti chiave alcuni passaggi imprescindibili per garantire le migliori prestazioni al paziente con diabete, ovvero:
1) promuovere il coinvolgimento delle associazioni di pazienti in tutte le fasi di sviluppo dell’organizzazione dei servizi di assistenza dislocati nelle strutture definite nel DM 77/2022;
2) rispettare gli standard di cura della persona con diabete definiti nei documenti redatti dalle società scientifiche nazionali operanti in ambito diabetologico;
3) garantire l’accesso alle migliori cure disponibili in maniera equa su tutto il territorio nazionale, in particolare alle nuove tecnologie per la gestione ottimale del controllo metabolico;
4) valorizzare e promuovere il ruolo del caregiver nella presa in carico del paziente e durante il suo percorso di cura, con particolare riferimento ai minori e agli adulti non autosufficienti;
5) incrementare la cultura diabetologica del nostro paese per intercettare condizioni di diabete tipo 2 non diagnosticato e riconoscere tempestivamente i sintomi del diabete tipo 1 in età evolutiva.

Il documento evidenzia come i bisogni inderogabili delle persone con diabete e delle loro famiglie debbano essere considerati un punto di partenza imprescindibile per la nuova organizzazione territoriale e come una sanità vicina ai luoghi in cui le persone abitano o risiedono permetta una presa in carico della persona con qualunque malattia cronica. E ancora, l’importanza di un’assistenza domiciliare personalizzata che possa farsi carico dei problemi della cronicità limitando i ricoveri ospedalieri. Il diabete è una malattia cronica con potenziale sviluppo di complicanze per prevenire le quali è fondamentale un controllo ottimale della glicemia. Le complicanze del diabete oltre ad avere un impatto negativo sul benessere complessivo delle persone che ne soffrono, determinano anche il maggior costo all’interno della spesa sanitaria.

«Fand è sempre stata presente e attenta ai bisogni delle persone con diabete, impegnandosi in prima linea in tutte le tappe più importanti che hanno portato allo sviluppo dell’assistenza diabetologica come la conosciamo oggi - spiega il Presidente Fand, Emilio Augusto Benini (nella foto). – La firma congiunta, fra le grandi associazioni che rappresentano le persone con diabete, di questo documento è un importante ulteriore passo in avanti per sostanziare e migliorare quello che è stato fatto fin ora, un’occasione per potenziare il rapporto tra l’assistito e il territorio e per garantire un approccio terapeutico omogeneo a livello nazionale». 

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