Canali Minisiti ECM

Covid: immunità naturale meglio del vaccino

Infettivologia Redazione DottNet | 27/10/2022 12:28

Il gruppo di lavoro multicentrico, coordinato dalla dott.ssa Sara Diani dell’Università Europea Jean Monnet di Padova, ha analizzato 246 articoli scientifici pubblicati sulle riviste internazionali tra il 2020 e il 2022

È stato pubblicato dal Journal of Clinical Medicine un importante studio sull’immunità naturale da Covid-19 . È attualmente uno dei lavori più completi al mondo sul tema. Il gruppo di lavoro multicentrico, coordinato dalla dott.ssa Sara Diani dell’Università Europea Jean Monnet di Padova, ha analizzato 246 articoli scientifici pubblicati sulle riviste internazionali tra il 2020 e il 2022 in merito a ogni elemento relativo all’immunità naturale.  Sono state valutate la durata dell’immunità post Covid-19 e post-vaccinazione, i tipi di immunità, la probabilità di reinfezione e le sue manifestazioni cliniche nei pazienti guariti, confrontato anche i vaccinati e i non vaccinati.

Inoltre gli autori hanno anche analizzato il ruolo dell’immunità ibrida, cioè della combinazione tra la guarigione e la vaccinazione, l’efficacia dell’immunità naturale e artificiale contro la variante di Omicron, infine l’incidenza degli effetti avversi dopo la vaccinazione in soggetti guariti rispetto a soggetti naïve al COVID-19. Sara Diani riporta: “Questo studio è uno dei pochissimi che coinvolge ogni aspetto dell’immunità naturale, aiuta a far luce a ciò che è emerso in questi due anni di ricerca sul tema.”

pubblicità

Secondo lo studio, la stragrande maggioranza delle persone dopo aver sofferto di COVID-19 sviluppa un’immunità naturale sia di tipo cellulo-mediato che umorale, che è efficace nel tempo e fornisce protezione sia contro la reinfezione che contro le malattie gravi. L’immunità indotta dal vaccino decade più velocemente dell’immunità naturale. In generale, la gravità dei sintomi in caso di reinfezione è significativamente inferiore rispetto all’infezione primaria, con un grado di ospedalizzazione dello 0,06% e una mortalità estremamente bassa. Il rischio di eventi avversi sistemici dopo la vaccinazione in soggetti guariti è circa il 50% in più rispetto ai soggetti che non hanno contratto la malattia; il rischio di eventi avversi localizzati è del 20-40% in più. Di conseguenza, la strategia nella vaccinazione dei soggetti guariti dal COVID-19 andrebbe rivalutata. “I risultati sono chiari: l’immunità naturale è efficace e duratura” – continua Sara Diani. “Come autori abbiamo suggerito la necessità di ulteriori studi che dovranno procedere, soprattutto per valutare nel tempo Omicron e l’immunità ibrida.”

Commenti

Rispondi

I Correlati

L'ultima presa di posizione dell'amministrazione Trump contro lo Iarc è solo l’ultima frattura tra due mondi sempre più lontani. Ora anche nelle politiche sanitarie.

Da Aiop e Regione nuova difesa dell’integrazione tra pubblico e privato come punto di forza del modello lombardo. Ma tra finanziamenti pubblici, accreditamenti e gestione delle criticità, resta aperto il tema della governance reale del sistema

Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.

Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.

Ti potrebbero interessare

Nuovi dati di fase III indicano che bepirovirsen potrebbe modificare il paradigma terapeutico dell’epatite B cronica, raggiungendo tassi di remissione funzionale superiori allo standard di cura e aprendo prospettive sulla riduzione delle complicanze

Ultime News

Più letti