
Cossolo; Ormai è la terapia anti-Covid più usata. E' probabile che in tanti abbiano fatto scorta per l'inverno. Gli altri farmaci introvabili
E' caccia all'ibuprofene, l'antinfiammatorio ormai usato come terapia a domicilio per Covid-19. A mancare nelle farmacie italiane è soprattutto il dosaggio di 600mg, per cui però è richiesta la ricetta del medico. "Ormai ci siamo abituati a questi alti e bassi nella disponibilità del farmaco - spiega all'Adnkronos Salute Marco Cossolo, presidente nazionale Federfarma - conseguenza del fatto che l'ibuprofene è ormai la terapia anti-Covid più usata. E' probabile che in tanti abbiano fatto scorta per l'inverno". Secondo Eugenio Leopardi, coordinatore consiglio nazionale Federfarma, "verso la fine dell'anno si registrano tante carenze di farmaci, il Brufen* è uno di questi".
Ma non è tutto: mancano soprattutto antifebbrili per bambini a base di ibuprofene, alcuni antibiotici di uso orale e pediatrico; alcuni farmaci della sfera cardiovascolare e alcuni antipiretici.
I maggiori disagi si registrano per le persone anziane che vivono con apprensione e senso di disorientamento l’impossibilità a reperire i medicinali d’uso ‘abituale’ in farmacia". Lo ha dichiarato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), intervenuto al TG1. "L’indisponibilità di questi farmaci preoccupa anche in vista dell’arrivo dell’influenza – ha aggiunto Mandelli. Rinnoviamo l’invito ai cittadini a evitare la corsa agli acquisti inutili, e a chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di assumere qualsiasi medicinale. I farmacisti sono i professionisti della salute più facilmente accessibili ai cittadini e un punto di riferimento competente e sempre disponibile per informare e orientare all’utilizzo di alternative terapeutiche che rispondono alle esigenze di cura dei pazienti
Ha inciso anche la guerra in Ucraina, come ha evidenziato Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, a Il Messaggero: "Pensiamo ad esempio alla carenza di alluminio necessario per la produzione dei blister. La maggior parte delle materie per il packaging dei farmaci arriva dai Paesi dell’Est e, quindi, l’industria farmaceutica fa fatica a mettere il farmaco nelle confezioni. Il caro carburante, inoltre, ha portato allo slittamento delle consegne". "Gli equivalenti sono certamente di grande aiuto, ma la loro diffusione non è ancora sufficiente. L’Italia è il Paese che in Europa ha la più bassa percentuale di utilizzo di farmaci equivalenti. Basta pensare che ogni anno gli italiani spendono in maniera crescente cifre importanti, stimate intorno a 1 miliardo e mezzo di euro per avere il farmaco di marca rispetto all’equivalente”, dichiara Tobia
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