
A preoccupare è la co-circolazione di più virus e la carenza di farmaci per combattere i malanni di stagione. Torna decisiva l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, del tutto compatibile con la quarta dose di quella antiCovid per gli over 65
A preoccupare è la co-circolazione di più virus e la carenza di farmaci per combattere i malanni di stagione. Torna decisiva l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, del tutto compatibile con la quarta dose di quella antiCovid per gli over 65 e le categorie a rischio
Dopo due anni in cui l’influenza è circolata poco o per nulla, sopraffatta dalle misure di protezione individuale e dalle altre disposizioni adottate per limitare la diffusione del Covid, quest’anno le infezioni respiratorie tipiche della stagione fredda sono tornate a diffondersi con maggior forza e ben in anticipo rispetto al passato. Secondo i dati statistici la curva dei contagi risulta infatti tra le più alte degli ultimi dieci anni: sono circa 4 milioni e mezzo gli italiani già colpiti da sindromi influenzali, tra cui spicca la cosiddetta "australiana", ed il numero è destinato ad aumentare con un picco atteso proprio durante le festività natalizie, alcune settimane prima del classico picco di gennaio-febbraio.
«I casi di influenza certificati finora sono già moltissimi.
Ancora una volta sono i bambini tra gli 0 e i 4 anni ad essere la categoria più colpita, a cui fa seguito la fascia compresa tra i 5 ed i 14 anni, sia a causa del minor bagaglio di memorie immunitarie sia per la promiscuità tipica degli ambienti in cui loro passano la maggior parte del tempo. Tra l’altro i bambini nati negli ultimi anni non hanno mai conosciuto il virus dell’influenza, o perché troppo piccoli o perché tenuti maggiormente in isolamento a causa della chiusura di scuole e asili, quindi il loro sistema immunitario non è stato ‘allenato’. Ma anche gli adulti si sono disabituati ai malanni stagionali, pertanto il ritorno della classica influenza quest’anno potrebbe creare problemi anche nei soggetti adulti, solitamente meno a rischio complicazioni. Da qui l’invito a vaccinarsi. "Si è ancora in tempo e ci si può vaccinare contro l’influenza stagionale almeno per questo mese e le prime due settimane di gennaio. Ricordiamo che la vaccinazione è particolarmente raccomandata per tutti i bambini di età compresa tra 6 mesi e 6 anni, per gli anziani, le donne in gravidanza, gli operatori sanitari e per tutti i soggetti di ogni età con patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze in caso di influenza. È importante sottolineare che proteggendo i più piccoli si proteggono anche i fragili di tutte le età e gli anziani in famiglia: altro fattore da non trascurare in vista delle Feste" – consiglia il Prof. Pregliasco.
Il pericolo quest’anno è inoltre quello di una sovrapposizione di infezioni. La circolazione del virus del Covid oggi è sicuramente più contenuta, i casi sono di meno e in generale meno severi e questo per due motivi principali: da un lato le varianti si sono ‘ammorbidite’, dall’altro sono tante le persone che si sono già infettate e che si sono vaccinate. Il consiglio rimane comunque quello di usare buonsenso nei contesti più a rischio, specialmente per i soggetti più fragili. Il problema è che i casi di Covid sono in parte sovrapponibili ai casi di influenza a cui bisogna aggiungere il rischio di incappare nel virus respiratorio sinciziale, un virus che è in grado di infettare l'apparato respiratorio di pazienti di qualunque età ma che colpisce soprattutto i più piccoli, con una concomitanza di tre epidemie.
Ad inasprire la situazione già piuttosto critica è la carenza, sempre più evidente, di farmaci per poter curare i sintomi legati alla respirazione o agli stati influenzali. In questi mesi, per colpa del sovrapporsi del covid ad influenza e raffreddori, in Italia, come nel resto dell’Europa, nelle farmacie stanno infatti scarseggiando alcuni antipiretici, antinfiammatori, mucolitici e sedativi per la tosse. Le cause sono da attribuire, oltre che ad una richiesta massiccia di farmaci a seguito del numero importante di contagi, all’aumento dei costi di produzione dei medicinali e del materiale per il confezionamento legati anche alla crisi energetica, nonché alla carenza di principi attivi. "L'appello va ancora una volta al buon senso evitando di fare scorte di medicinali a casa, nè di comprare per precauzione o in modo compulsivo. Anche per far fronte a questo problema, al momento una delle migliori scelte rimane la prevenzione attraverso la vaccinazione sia antinfluenzale che anti-Covid, uno degli strumenti più efficaci a disposizione contro entrambi i virus. Come possono risultare utili anche alcune semplici regole di igiene e protezione: evitare luoghi affollati, lavare frequentemente le mani, evitare il contatto con persone ammalate, in caso di tosse o starnuti coprire naso e bocca con l’incavo del gomito, ventilare gli ambienti di lavoro e casalinghi aprendo le finestre. Nei luoghi affollati le mascherine, che abbiamo imparato a usare con il Covid, restano un presidio di prevenzione anche per altri virus, tra cui l’influenza" – conclude il Prof. Pregliasco.
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