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Record donazioni trapianti 2022 ma al Sud il 40 per cento è contro

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 24/01/2023 17:08

Schillaci: "È importante continuare a investire sulla promozione di iniziative di sensibilizzazione e informazione per trasmettere il messaggio che donare gli organi è il gesto di altruismo più grande e significativo che possa esistere"

 

Dopo il calo dovuto al Covid, per i trapianti il 2022 è l'anno in cui si cumula più di un record, nel segno della ripresa già iniziata nel 2021 (ma con le opposizioni al 31,8% che arrivano a superare il 50% in particolare in alcune Regioni del Sud): le donazioni di organi totalizzano per la prima volta quota 1.830 in un anno (+3,7%) con un 24,7% di donatori per milione di persone utilizzati (anche questo un record). Di conseguenza sono quasi 100 gli interventi in più eseguiti (+2,5%), in particolare per fegato, polmoni e midollo osseo, pari a 3.887 come secondo miglior risultato di sempre. Record per l’attività di donazione di tessuti, molto penalizzata durante la pandemia, ma che per il secondo anno di fila nel 2022 vede crescere del 10,4% i prelievi, che sono stati 11.031, con aumenti importanti per le cornee e il tessuto muscolo-scheletrico. In leggero calo in questo ambito clinico i trapianti (in tutto 20.459, -2,5%) che però continuano ad attestarsi su livelli decisamente più elevati rispetto all’epoca pre Covid.

Questi i principali dati emersi dal report preliminare 2022 del Centro nazionale trapianti (Cnt), presentato a Roma dal ministro della Salute Orazio Schillaci insieme al direttore del Cnt Massimo Cardillo e al presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro (nella foto). «Il report - ha certificato Schillaci - registra in molti casi le migliori performance assolute del sistema trapiantologico nazionale, tra i più avanzati al mondo». Il ministro ha ricordato gli eventi clou degli ultimi anni e dei primi mesi di questo 2023: la nascita di una bambina grazie al primo trapianto italiano di utero (avvenuto nel 2020), la donazione di una donna di quasi 101 anni, la più longeva di sempre a livello mondiale - che smentisce la convinzione frequente tra gli over 60 che la donazione sia impossibile per ragioni anagrafiche - e la notizia di pochi giorni fa del primo trapianto da vivente effettuato a Bergamo all’ospedale Papa Giovanni XXIII dove a un bambino di 5 anni, proveniente da un’altra regione, è stato a un trapianto di polmone donato dal papà. «Promuovere la cultura della donazione - ha affermato ancora Schillaci - è un obiettivo prioritario per il ministero della Salute e per l'intero Ssn. Nonostante gli straordinari risultati raggiunti, in Italia ci sono molti pazienti in attesa di un trapianto e il fabbisogno non è ancora del tutto soddisfatto. È importante continuare a investire sulla promozione di iniziative di sensibilizzazione e informazione per trasmettere il messaggio che donare gli organi è il gesto di altruismo più grande e significativo che possa esistere. Quest’anno - ha poi annunciato il titolare della Salute - la Giornata nazionale per la donazione di organi e tessuti si terrà domenica 16 aprile e partirà la nuova campagna annuale che rappresenta uno dei principali momenti di informazione e sensibilizzazione per i cittadini».

Per Massimo Cardillo, il direttore del Centro nazionale trapianti che ha illustrato i dati, «occorre lavorare molto sulla comunicazione», se è vero che quasi la metà dei cittadini non esprime la propria volontà dei confronti della possibilità di diventare donatore in occasione del rinnovo della carta d'identità. Brusaferro ha ricordato «l'importanza delle reti: quella promossa anche dai singoli o da associazioni di cittadini, quella sanitaria che mette insieme molti discipline e territori, quella dell'eccellenza perché fare trapianti è uno degli atti più complessi e che dall'altra parte generano più conoscenze. Accanto a ogni trapianto c'è un'équipe multidisciplinare molto attenta e pronta sempre a migliorare le proprie performance. È la testimonianza di come il nostro Ssn grazie alla solidarietà di tutti i cittadini delle opportunità straordinarie di migliorare la propria vita o addirittura di poter vivere».

Donazioni di organi al top. Per la prima volta le donazioni di organi solidi hanno superato quota 1.800 in un anno: sono state complessivamente 1.830 (+3,7%), 1.461 da donatori deceduti e 369 da viventi. Un risultato - spiegano dal Cnt - frutto in particolare di un nuovo aumento delle donazioni potenziali segnalate in rianimazione (2.662, +4,1%), che fanno un nuovo passo verso i livelli pre Covid (la pandemia, d’altra parte, aveva avuto il suo impatto più forte proprio sulle terapie intensive). Per questo motivo il tasso nazionale di donazione per milione di popolazione (pmp) risulta il più alto di sempre (24,7) e pone ancora una volta l’Italia ai vertici europei dietro alla Spagna e insieme alla Francia. La regione con il tasso di donazione più elevato si conferma la Toscana (49,3 donatori pmp) ma va segnalato l’aumento esponenziale del tasso in Emilia Romagna (46, +8,8 sul 2021) e il buon risultato del Veneto (36,3, +6,2). Ancora indietro nel complesso il Centro-Sud, con qualche lieve segnale di crescita in Lazio, Campania e Calabria. Cresce, tuttavia, anche la percentuale delle opposizioni in rianimazione (29,6%, +1% sul 2021), un dato però che "tende a essere fisiologico quando aumentano le segnalazioni delle rianimazioni", e anche qui viene confermato il forte gap delle regioni meridionali verso quelle settentrionali. Aumenta molto, invece, la donazione a cuore fermo: +60%, che si è tradotto in un +35,6% trapianti realizzati grazie agli organi prelevati a questa tipologia di donatori.
Trapianti in aumento soprattutto per fegato e polmone. L’incremento delle donazioni ha portato all’aumento dei trapianti: il numero complessivo è stato di 3.887, quasi 100 in più rispetto al 2021 (+2,5%) e secondo miglior risultato di sempre, con tassi regionali in crescita quasi ovunque: la Lombardia si conferma la regione nella quale si realizzano più interventi seguita da Veneto (che è la prima in rapporto alla popolazione), Piemonte, Emilia Romagna e Lazio.

Stabili i trapianti di rene (2.038, 4 in meno che nel 2021 a causa di una lieve contrazione delle donazioni da vivente) e di cuore (254 pari a +0,8%) mentre si registra un aumento molto significativo di quelli di fegato (1.474 pari a +5,6%), mai così tanti, e di quelli di polmone (138, +17,9%), la specialità più penalizzata negli anni della pandemia in calo i trapianti di pancreas, che scendono da 54 a 38. Da ricordare nel 2022 la realizzazione del secondo trapianto italiano di utero a Catania (il terzo è stato effettuato il 12 gennaio scorso) e la nascita di una bambina grazie al primo trapianto, quello del 2020. È stato effettuato anche un trapianto multiviscerale intestino-fegato-pancreas: complessivamente i trapianti combinati sono stati 56. Sono state 5 infine le catene "crossover" di donazione da vivente di rene tra coppie incompatibili, con 14 trapianti effettuati.

Midollo, miglior risultato di sempre. Bene cornee e tessuto muscolo-scheletrico. Numeri importanti anche per l’attività di donazione di tessuti, molto penalizzata durante la pandemia, ma che per il secondo anno di fila cresce considerevolmente: i prelievi nel 2022 sono stati 11.031 (+10,4%), con aumenti importanti per le cornee e il tessuto muscolo-scheletrico. In leggero calo i trapianti (20.459, -2,5%) che però continuano ad attestarsi su livelli decisamente più elevati rispetto all’epoca pre Covid. È stato un 2022 da record per l’attività riguardante midollo osseo e cellule staminali emopoietiche: sono state 329 le donazioni effettive realizzate (+9,7%) e 961 i trapianti (+3,1%), miglior risultato di sempre in entrambi i casi. Continuano ad aumentare gli iscritti al registro donatori Ibmdr: nel 2022 sono state tipizzate 28.813 persone (+18,9%), un segnale positivo, ma resta lontana la quota di nuovi iscritti del 2019 (furono oltre 40mila), frutto soprattutto di attività di volontariato nelle scuole e nelle piazze che le restrizioni dovute al Covid hanno penalizzato fino a pochi mesi fa.

Volontà a donare, ancora troppi "no". Le dichiarazioni di volontà alla donazione depositate nel Sistema informativo trapianti al 31 dicembre 2022 hanno superato quota 14 milioni e mezzo: 72% i consensi e 28% le opposizioni. Quelle registrate nel solo 2022 nei Comuni italiani attraverso il sistema Cie (carta d’identità elettronica) sono state 2,7 milioni, con una percentuale di "no" del 31,8% (+0,7% rispetto al 2021). In generale si è espresso (positivamente o negativamente) il 55,5% dei cittadini che hanno fatto richiesta del documento, mentre gli altri hanno deciso di non registrare alcuna indicazione. Le opposizioni registrate in vita restano alte, specialmente nelle regioni del Sud dove sfiorano o in qualche caso superano il 40%: un dato che conferma la necessità di sensibilizzare soprattutto due fasce d’età: i 18-30enni (tra i quali la percentuale di opposizione è più alta rispetto ai 30-40enni, e questo è particolarmente valido per i neo-maggiorenni) e gli over 60, tra i quali è frequente la convinzione che la donazione sia impossibile per ragioni anagrafiche: il recente trapianto di fegato realizzato in Toscana grazie alla donazione di una donna di quasi 101 anni (la più longeva di sempre a livello mondiale) dimostra che l’età non è ostacolo alla donazione.

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