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Gli antidepressivi associati a rischio cuore e morte

Farmaci Redazione DottNet | 13/02/2023 13:42

I principali responsabili di questo aumento di rischio sono stati la mirtazapina, la venlafaxina, la duloxetina e il trazodone, sebbene anche gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) fossero legati a un aumento del rischio

Uno studio dall’University of Bristol ha rilevato che assumere per troppi anni farmaci antidepressivi potrebbe aumentare il rischio di malattie cardiovascolari e morte fino anche a raddoppiarlo. I ricercatori hanno attinto ai dati decennali della UK Biobank su oltre 220.000 adulti e hanno confrontato il rischio di sviluppare esiti avversi per la salute tra coloro che assumevano antidepressivi e il rischio tra coloro che non ne assumevano.

Secondo quanto emerso, a parità di tutti gli altri fattori di rischio preesistenti, l’uso di antidepressivi per 10 anni si associa a un rischio due volte maggiore di malattia coronarica (delle arterie che portano ossigeno al cuore), a un rischio quasi due volte maggiore di malattie cardiovascolari e di mortalità per queste malattie, a un rischio maggiore di malattie cerebrovascolari e a un rischio più che doppio di mortalità per tutte le cause.

I principali responsabili di questo aumento di rischio sono stati la mirtazapina, la venlafaxina, la duloxetina e il trazodone, sebbene anche gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) fossero legati a un aumento del rischio.

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“Il nostro messaggio per i medici è che la prescrizione di antidepressivi a lungo termine potrebbe non essere priva di rischi – hanno dichiarato gli studiosi -. Indipendentemente dal fatto che i farmaci siano o meno la causa di questi problemi i nostri risultati evidenziano l’importanza di un monitoraggio e di una prevenzione cardiovascolare proattiva nei pazienti con depressione che assumono antidepressivi”. Gli antidepressivi sono tra i farmaci più prescritti, solo nel 2018 in Gran Bretagna sono state dispensate 70 milioni di prescrizioni.

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