
Tra i requisiti, essere in regola con il versamento della prima rata della contribuzione Enpaf. Le domande vanno presentate entro il 7 luglio
Il CdA dell’Enpaf, l’ente nazionale di previdenza e assistenza dei farmacisti, ha deliberato lo stanziamento di 800mila euro per l’anno 2023, per l’assegnazione di un contributo una tantum per gli iscritti titolari o soci di farmacie rurali.
L’erogazione dei contributi, precisa l’Enpaf in una nota, è prevista nei confronti degli iscritti che siano titolari o soci della farmacia rurale almeno dall’anno 2021, che siano in regola con il versamento della prima rata della contribuzione Enpaf posta in riscossione nel corrente anno e che abbiano un valore ISEE, riferito al nucleo familiare, compreso nelle fasce indicate nella tabella di attribuzione del punteggio ed un patrimonio mobiliare senza applicazione della detrazione, non superiore ad euro 80.
I farmacisti sostengono il riordino dell’assistenza territoriale e chiedono un ruolo più centrale. “Presidio già operativo per la prossimità”, soprattutto nelle aree interne
Nursing Up denuncia uno squilibrio strutturale tra medici e infermieri. Ma il punto non è solo quantitativo: il sistema sta cambiando senza aver chiarito chi fa cosa.
Avviato un network multidisciplinare per sviluppare il ruolo del farmacista clinico nel SSN. Il progetto si inserisce nel dibattito sulla ridefinizione delle competenze tra professioni sanitarie.
Pubblicato il primo decreto di erogazione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il rafforzamento delle farmacie rurali. Coinvolti i primi 195 presidi su oltre 1.200 ammessi alla misura.
Dal 1° gennaio 2027, i dipendenti pubblici, ivi compresi i medici dipendenti ospedalieri, che andranno in pensione per raggiunti limiti di età riceveranno la prima quota del TFS/TFR dopo 9 mesi.
Oliveti interviene nel dibattito: il passaggio al lavoro dipendente potrebbe ridurre i contributi e mettere in tensione l’equilibrio della cassa dei medici
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