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Anaao, no all'abolizione del numero programmato a medicina

Sindacato Redazione DottNet | 07/01/2024 23:22

Si continua ad agire senza prospettiva per distruggere la professione: un altro buon motivo per confermare lo sciopero

"La strada che si vuole intraprendere per combattere la carenza di personale medico nel Ssn è quella sbagliata". Con queste parole il Segretario Nazionale Anaao Assomed replica alle dichiarazioni del Ministro del MUR Anna Maria Berinini, che intende modificare le modalità di accesso a Medicina per consentire spazi maggiori di ingresso.

"Si continua ad agire senza prospettiva - rincara la dose Di Silverio - mentre più di 10 medici al giorno si dimettono dal Ssn.

Aprire le porte alla facoltà di medicina sembra un chiaro di disegno per distruggere le competenze di una professione già in crisi"."Ministro, ma davvero è convinta di voler far proliferare facoltà telematiche, corsi fantasma, assenza di pratica? Dove svolgeranno i tirocini gli oltre 50.000 studenti di medicina? Dove seguiranno lezioni che richiederebbero frequenza nei reparti? E una volta laureati che fine faranno?", domanda il leader dell'Anaao Assomed.

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"Forse l'idea sottesa è quella di impiegare gli studenti per coprire le carenza di personale! Stiamo assistendo a un veloce smantellamento del sistema sanitario: si colpisce chi è vicino alla pensione ledendo diritti acquisiti; si colpisce chi nel sistema oggi soffre e lavora e ora si colpisce anche chi nel sistema vuole entrare (ancora per poco). Insomma un altro buon motivo per confermare scioperi a oltranza e una protesta che arriverà in Europa".

"Siamo pronti a ricorrere anche noi al Tar - annuncia Di Silverio - per evitare di ledere il diritto alla formazione. Le nostre soluzioni sono ben note da tempo: occorre modificare le modalità di accesso alla facoltà di medicina e chirurgia, ma non eliminare il numero programmato. Siamo, invece, di fronte all'ennesima trovata populistica che fa male al sistema salute di oggi e di domani. "Invitiamo il Ministro a un dialogo costruttivo con le parti sociali - conclude Di Silverio - prima di tirar dritto verso una riforma che, se non condivisa, produrrà effetti devastanti".

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