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Professioni sanitarie, il Governo interviene sulla Cceps: riorganizzazione e procedure più rapide per ridurre i tempi dei ricorsi

Professione Redazione politico sanitaria | 30/03/2026 11:15

Via libera a un disegno di legge per riformare la Commissione che decide sui ricorsi contro gli Ordini. Obiettivo: maggiore efficienza e tempi certi nei procedimenti.

Il Consiglio dei Ministri, si proposta del Ministro della salute Orazio Schillaci, ha approvato con procedura d'urgenza un disegno di legge che interviene sull'organizzazione e sul funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps), l'organo chiamato a decidere sui ricorsi contro i provvedimenti adottati dagli Ordini e dalle Federazioni nazionali.

Un organo poco visibile ma centrale per il sistema ordinistico

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Si tratta di una struttura che rimane poco visibile nel dibattito pubblico, ma in realtà centrale per l'equilibrio del sistema ordinistico: è infatti in questa sede che si discutono le decisioni disciplinari, le iscrizioni e le cancellazioni dagli albi e le controversie legate alle elezioni interne alle professioni sanitarie.

L'intervento del Governo si muove su un piano dichiaratamente urgente e punta, prima di tutto, a garatire la continuità e l'efficienza delle attività della Commissione, intervenendo su due criticità evidenti: i tempi dei procedimenti e l'accumulo di arretrato.

Riorganizzazione e nuove regole per rendere più rapidi i procedimenti

Il disegno di legge prevede una riorganizzazione della struttura, che verrà articolata in due sezioni, con l'obiettivo di distribuire meglio il carico di lavoro. Accanto a questo, viene introdotta una disciplina processuale più chiara e uniforme, con termini definiti, modalità di deposito degli atti e formazione del fascicolo meglio codificate, oltre alla possibilità di gestire i procedimenti anche attraverso strumenti telematici.

Smaltire l'arretrato per ridare certezze ai professionisti

Il punto, però, non è solo organizzativo. La riforma interviene su un ambito in cui l'efficienza della macchina amministrativa si traduce direttamente in certezza giuridica per i professionisti. Lo smaltimento dell'arretrato diventa dunque una priorità, per evitare che i ricorsi restino sospesi per tempi lunghi, producendo effetti concreti sulla vita professionale di chi vi è coinvolto.

Tra tutela dei professionisti e interesse pubblico alla salute

In questo senso, il provvedimento prova a ricondurre a equilibrio due esigenze che spesso entrano in tensione: da un lato l’effettività della tutela giurisdizionale per i professionisti sanitari, dall’altro l’interesse pubblico alla tutela della salute, che richiede decisioni tempestive e definite.

È dunque su questo sentiero che si colloca l’intervento del Governo, con l’obiettivo di rendere più lineare e prevedibile il funzionamento di un organo che, pur restando fuori dai riflettori, incide in modo diretto sulla regolazione delle professioni sanitarie e, indirettamente, sulla qualità del sistema.

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