
Iss, più a rischio le ragazze, maschi più esposti ai videogiochi
Ansia di accedere, volontà di passare sempre più tempo online, astinenza quando si è offline, fallimento nel controllo del tempo. Ma anche il trascurare altre attività, tensioni con i genitori e con gli altri. Sono gli effetti dell'uso problematico dei social negli adolescenti. Circa 4 adolescenti su 5 li utilizzano ogni giorno, con 1 su 10 a rischio di sviluppare appunto un uso problematico con ricadute sul loro benessere psico-fisico. Lo rivela il Report sulle tecnologie digitali, l'uso e le potenziali problematicità di strumenti all'interno della popolazione adolescenziale, pubblicato dall'Iss nell'ambito dello studio multicentrico internazionale HBSC (Health Behaviour in School-aged Children) svolto in collaborazione con l'Ufficio regionale per l'Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Un’app basata sulla terapia cognitivo-comportamentale promette di ridurre l’ansia: uno studio mostra risultati positivi nel 71% dei casi.
Cnop richiama il rapporto del Ministero: oltre 840mila assistiti e bisogni in crescita. La richiesta è rendere strutturale la psicologia di assistenza primaria
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Dopo medici di base e Ordini, interviene la Fimp. Critiche su metodo e contenuti. Intanto dalla maggioranza si difende la riforma e si parla di “consorterie”
Occhiuto difende l’impostazione del ministro Schillaci, le opposizioni chiedono di vedere il testo. Ma il dossier territoriale diventa anche un passaggio politico per il governo
Dopo Fimmg, interviene anche la Federazione degli Ordini. Anelli: “Riforma senza medici e cittadini”. Critiche su risorse e Case di comunità
Dura presa di posizione sulla bozza del Ministero: “Mai discussa, penalizza medici in servizio e giovani”. Nel mirino il requisito della specializzazione e il rischio di fuga dalla medicina territoriale
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