
"Il Paese sarà spaccato con un’assistenza pubblica che al Sud sarà da brividi"
«Il paradosso è che tra non molto, ripensando a questi giorni, capiremo di essere finiti molto male. Purtroppo, lo capiremo quando non ci sarà più niente da fare, quando i nostri migliori ospedali saranno diventati come i presidi delle comunità montane e per curarci dovremo fare la valigia e salire "su al Nord"». Bruno Zuccarelli, segretario reginale Anaao Assomed, commenta così l’allarme che arriva da ben 75 comunità scientifiche sul taglio di 32.500 posti letto tra il 2020 e il 2022 con la richiesta di una grande riforma del Sistema sanitario nazionale. «Allarme che, tuttavia, cade nel vuoto – avverte Zuccarelli – come sono caduti nel vuoto i richiami che i medici napoletani hanno fatto in questi ultimi 10 anni per cercare di evitare lo smantellamento dell'assistenza pubblica».
Presidio in Calabria per il rinnovo dei contratti della sanità privata. Una protesta locale che anticipa lo sciopero nazionale del 17 aprile.
Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.
Dati ISTAT e allarme AUPI. Gli psicologi chiedono politiche strutturate su educazione digitale, prevenzione e ruolo delle piattaforme.
Il ministro della Salute difende lo stato del SSN e rivendica la strategia del governo: riorganizzazione dell’assistenza territoriale, valorizzazione dei professionisti e investimenti su prevenzione e digitalizzazione.
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