
Il sindacato dei medici di medicina generale chiede la revisione urgente dell’Accordo Integrativo Regionale. Tra pensionamenti imminenti e sovraccarico assistenziale, cresce il rischio di indebolimento della sanità territoriale.
La medicina generale in Campania attraversa una fase particolarmente delicata, caratterizzata da una significativa carenza di professionisti e da criticità normative che, secondo le rappresentanze sindacali, potrebbero compromettere l’efficacia dell’assistenza primaria. A sollevare l’attenzione sul tema è Giovanni Senese, segretario regionale del Sindacato Medici Italiani (SMI), che evidenzia l’urgenza di interventi strutturali per evitare un ulteriore deterioramento del sistema.
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Al centro del dibattito vi è anche l’Accordo Integrativo Regionale (AIR) per la medicina generale, approvato nell’ottobre 2025 e fortemente contestato dallo SMI. Secondo il sindacato, il documento introdurrebbe vincoli organizzativi e amministrativi tali da ridurre l’autonomia professionale dei medici di famiglia, trasformandoli progressivamente in figure prevalentemente impegnate in attività burocratiche. Una prospettiva che, a detta delle rappresentanze di categoria, rischia di rendere meno attrattiva la professione, già esposta a elevati livelli di stress lavorativo e rischio di burnout.
Il sindacato ha inoltre richiesto chiarimenti alle istituzioni regionali, sollecitando la sospensione dell’applicazione dell’accordo e l’avvio di un confronto per una sua riscrittura. L’obiettivo dichiarato è definire un nuovo assetto contrattuale capace di valorizzare il ruolo del medico di medicina generale come primo presidio sanitario sul territorio, rafforzando al contempo l’accessibilità ai servizi per i cittadini.
In questo contesto, l’appello è rivolto alla nuova governance regionale affinché si promuovano politiche di reclutamento, incentivi professionali e modelli organizzativi innovativi. Senza interventi tempestivi, avverte il sindacato, il rischio è una progressiva desertificazione della medicina territoriale, con conseguenze rilevanti sulla tenuta complessiva del sistema sanitario locale.
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