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Master internazionale in cardiochirurgia pediatrica, al via la quinta edizione

Cardiologia

È stata inaugurata a Dalmine la quinta edizione del Master internazionale di II livello in “Cardiology and techniques applied to Cardiac Surgery”, promosso dall’Università degli Studi di Bergamo e dall’Università di MilanoBicocca in collaborazione con la Fondazione International Heart School L. Parenzan – J.W. Kirklin.

Il percorso formativo si inserisce nella tradizione avviata negli anni Novanta dal cardiochirurgo pediatrico Lucio Parenzan, con l’obiettivo di formare specialisti provenienti da Paesi in via di sviluppo nella diagnosi e nel trattamento delle cardiopatie infantili. Finora il progetto ha coinvolto oltre 430 medici di 54 Paesi.

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Conclusione del ciclo precedente e nuovi iscritti

Durante la cerimonia sono state presentate le tesi degli studenti dell’anno accademico 2024-2025, dedicate a temi come cardiomiopatie, imaging preoperatorio nelle cardiopatie congenite, gestione del dolore post-chirurgico e terapie anticoagulanti in età pediatrica.

Gli otto professionisti diplomati hanno svolto la formazione clinica in diversi centri italiani, tra cui l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano e l’Ospedale Regina Margherita di Torino.

Contestualmente è stato inaugurato il nuovo anno accademico con nove medici provenienti da Ucraina, Nicaragua, Zambia, Armenia e Georgia, che resteranno in Italia per nove mesi per completare il percorso teorico-pratico.

Una rete internazionale per la formazione

Il Master è diretto dai professori Lia Crotti e Paolo Malighetti e si sviluppa attraverso la collaborazione con numerose strutture ospedaliere italiane, tra cui l’Auxologico San Luca di Milano, il Policlinico di Monza e l’Hesperia Hospital di Modena.

Secondo Stefano Paleari, vicepresidente della fondazione e presidente della Fondazione ANTHEM, l’iniziativa rappresenta un momento significativo di continuità tra generazioni di studenti e docenti e testimonia l’impegno solidaristico alla base del progetto.

Formazione come strumento di cooperazione sanitaria

Per il direttore scientifico della scuola Paolo Ferrazzi, la mission dell’International Heart School è favorire l’integrazione tra Paesi attraverso la medicina, promuovendo lo scambio di competenze e la crescita professionale dei giovani specialisti.

Un concetto condiviso anche da Francesco Locati, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII e presidente della fondazione, che sottolinea come investire nella formazione medica significhi contribuire concretamente al miglioramento della salute nei contesti più fragili.

Le borse di studio per i nuovi iscritti sono sostenute da diversi partner, tra cui la Fondazione Mission Bambini, confermando il ruolo della collaborazione tra istituzioni accademiche, sanitarie e realtà del terzo settore nel promuovere progetti di cooperazione internazionale in ambito sanitario.

Cardiologia
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