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Ingegneri clinici: verso un ecosistema digitale

Professione Redazione DottNet | 14/05/2024 12:35

Nocco, presidente AIIC, “Tutto il Paese e tutta la sanità con i suoi infiniti snodi, si attendono dalle soluzioni e dalle innovazioni tecnologiche un contributo effettivo in termini di miglioramento dei servizi, di qualità organizzativa, di ridimensi

Nocco, presidente AIIC, “Tutto il Paese e tutta la sanità con i suoi infiniti snodi, si attendono dalle soluzioni e dalle innovazioni tecnologiche un contributo effettivo in termini di miglioramento dei servizi, di qualità organizzativa, di ridimensionamento di quelle criticità"

Cosa sarebbe oggi la sanità senza tecnologie? Cosa farebbe funzionare l’immenso sistema di diagnostica, di presa in carico tempestiva e terapie, di soccorso e di cura che risponde ai bisogni di salute senza le tecnologie avanzate oggi disponibili in una sala operatoria, in una rianimazione, al letto del degente ed al domicilio? Ebbene: dietro le migliaia (un grande ospedale ha mediamente a disposizione tra le 20 e le 30mila piccole o grandi soluzioni apparecchiature) di tecnologie che assicurano – con l’intervento degli operatori sanitari, dai medici agli infermieri - la salute di tutta la popolazione ci sono (anche) gli ingegneri clinici. Vale a dire: gli esperti della tecnologia che cura.

Da domani oltre duemila soci dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici-AIIC si riuniscono a Roma per il loro 24° Convegno nazionale, che avrà come tema CRONICITA’, TERRITORIO, PROSSIMITA’: COSTRUIAMO INSIEME L’ECOSISTEMA DIGITALE (15-18 maggio, Convention Centre La Nuvola). Un titolo che suggerisce la necessità di pensare in modo nuovo – in termini, appunto, di "sistema interconnesso" - all’intero panorama delle tecnologie healthcare. Un sistema che deve avere anche caratteristiche di eticità e di responsabilità sociale, ed infatti come primo gesto del suo evento annuale il Consiglio Direttivo di AIIC sarà presente domani 15 maggio in Vaticano all’udienza di papa Francesco, a cui presenterà il suo impegno a favore delle opere di carità e missione della Chiesa in ambito sanitario.

Ma quando AIIC parla di ecosistema digitale a cosa si riferisce? Come precisa Umberto Nocco, presidente AIIC, "Tutto il Paese e tutta la sanità con i suoi infiniti snodi, si attendono dalle soluzioni e dalle innovazioni tecnologiche un contributo effettivo in termini di miglioramento dei servizi, di qualità organizzativa, di ridimensionamento di quelle criticità rappresentate dalle liste d’attesa, dalla disequità delle risposte sanitarie sul territorio o dalla mancante interoperabilità dei dati. Ma se quest’attesa è logica, è anche vero che non si può immaginare che il SSN nel suo complesso vada avanti in ordine sparso, offrendo risposte sconnesse e probabilmente parziali. Ecco dunque la necessità di quello che abbiamo definito ecosistema digitale che sia luogo di riferimento, governo e connessione del cambiamento in atto". Afferma Lorenzo Leogrande, presidente del Convegno: "Osservando con attenzione i contenuti della discussione sulle misure e sugli investimenti previsti nel PNRR per la sanità, è possibile cogliere al volo gli ambiti strategici odierni su cui puntare l’attenzione ed intervenire per un SSN rifondato e rinforzato: cronicità, territorio e prossimità. Ambiti e valori apparentemente disgiunti, ma che nel loro insieme focalizzano sfide molto differenziate ed essenziali da cui dipende il futuro della sanità nazionale. Oggi ormai sappiamo che anche dal punto di vista degli esperti di sanità il Convegno AIIC è uno dei momenti più attesi dell’anno, perché il nostro approccio alle tecnologie healthcare è sempre concreto, mai banale o mitizzante".

Un momento atteso che (dopo i corsi di formazione del 15 e le prime sessioni del 16 mattina) si apre "formalmente" con la sessione istituzionale prevista per il pomeriggio del 16 maggio per discutere di "ecosistema" da più punti di vista, ed a cui parteciperanno (tra gli altri) Filippo Anelli (Presidente FNOMCeO), Americo Cicchetti (Ministero della Salute), Michele Perrini (Presidente Consiglio Nazionale Ingegneri), Fernanda Gellona (Direttore Generale Confindustria DM), Enrica Porcari (CERN), Giulio Siccardi (Agenas), Paolo Ferdinando Giuseppe Donzelli (Dipartimento trasformazione digitale), Anselmo Campagna (Coordinatore tecnico della Commissione Salute, Conferenza delle Regioni). All’inaugurazione porteranno il loro contributo anche Ilaria Cinelli (ingegnere biomedico componente dell'Aerospace Medical Association) e Bebe Vio, in compagnia di Emanuele Lambertini in rappresentanza della Fondazione art4sport.

Se questa è la visione "complessiva" ed inaugurale, quali sono poi gli approfondimenti "centrali ed imperdibili" del programma 2024? Li precisa Stefano Bergamasco, coordinatore del Comitato scientifico del Convegno (a cui hanno contribuito i componenti del Consiglio Direttivo AIIC: Gianluca Giaconia, Giovanni Poggialini, Giulio Iachetti, Leo Traldi, Emilio Chiarolla, Amedeo Lanzani, Pasquale Garofalo, Andrea Fisher, Francesco Pezzatini e Carmelo Minniti): "Nell’agenda del Convegno di quest’anno sono presenti oltre cinquanta sessioni, a cui si aggiungono undici corsi di formazione.

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In questo panorama ricco di contenuti, mi sento di suggerire alcuni temi ‘chiave’ che ricorrono in numerose sessioni del programma: Sanità digitale e telemedicina, che prevede anche il lancio di un Manifesto (17 maggio) specifico condiviso con la Società Italiana di telemedicina e con altre realtà scientifico-professionali; Tecnologie in contesti emergenziali, una duplice sessione (nella mattinata del 16 maggio) che approfondirà la gestione delle strumentazioni sanitarie in situazioni estreme (catastrofi, epidemie, conflitti) in collaborazione con le forze dell’ Aeronautica, della Marina Militare, dell’Esercito e della Nato; Intelligenza artificiale in sanità (18 maggio), che si farà carico di offrire un’esame delle più recenti applicazioni a favore dei pazienti e delle strutture della salute; Ospedale del futuro (16 maggio), dove ci confronteremo con architetti, urbanisti, pianificatori e progettisti di impianti per creare una "cultura" nuova della progettazione; Tecnologie biomediche e green healthcare (17 maggio), per comprendere come la promozione di un ambiente sostenibile passa anche da uno sguardo nuovo verso l’intero comparto della sanità; Cybersecurity, privacy e sicurezza (17 maggio), per condividere metodi e progetti nell’ambito del trattamento dei dati, del governo delle reti e della protezione delle cartelle sanitarie; Tecnologie domiciliari e pazienti (18 maggio), dove proseguiremo nel confronto già esistente tra ingegneri clinici, cittadini e loro associazioni sulla gestione condivisa e sicura delle tecnologie presso le case di pazienti con patologie croniche, oncologiche ed ematologiche".

Il Convegno – quattro giorni particolarmente intensi con la presenza di professionisti da vari ambiti sanitari, istituzioni, agenzie sanitarie, società scientifiche nazionali e internazionali, accademici, studenti e specializzandi in ingegneria clinica e biomedica, strutture regionali e locali, mondo della produzione e rappresentanti dei media – vedrà anche l’ormai tradizionale consegna degli AIIC Awards (premi ai migliori abstract e progetti multidisciplinari presentati e selezionati da una giuria qualificata presieduta dal professor Francesco Saverio Mennini) e del Premio Innovazione (attribuito da AIIC alle soluzioni tecnologiche con maggiore impatto nel campo dell’ingegneria biomedica, aperto alle aziende produttrici ed ai rivenditori di tecnologie elettromedicali e medical devices). E quindi: appuntamento a Roma. La Nuvola (che quest’anno AIIC ha anche voluto nel suo manifesto ufficiale del Convegno) è pronta ad accogliere l’evento chiave della sanità tecnologica italiana.

AIIC: Nata nel 1993, l’Associazione Italiana Ingegneri Clinici oggi ha superato la quota di duemila iscritti con una distribuzione geografica pressoché omogenea tra Nord (39%), Centro (23%) e Sud (38%). La composizione professionale dal punto di vista dell’età offre un dato importante: il 52% della professione è rappresentata dai 30-39enni, mentre gli over 50 rappresentano il 15% degli ingegneri clinici, laddove gli under 30 sono già il 12% del totale. Nell’identikit dell’ingegnere clinico in Italia - dove si registra un perfetto equilibrio di genere tra componente femminile e maschile - si nota che oggi è presente in differenti aree di attività: il 56% è attivo in area pubblica ed il 33% nell’area dei servizi. L’Associazione è decisamente impegnata nello sviluppo di un network di professionisti tramite azioni mirate: AIIC infatti ha un’organizzazione territoriale con referenti in ciascuna regione ed una serie di Comitati che si occupano di tematiche specifiche della professione dell’ingegnere clinico. Molto ampie sono poi le collaborazioni internazionali con le società scientifiche di ambito biomedico e di ingegneria clinica.

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