
E attento monitoraggio dei percorsi dalla prenotazione alla prestazione
Un Cup unico regionale e un attento monitoraggio dei percorsi dalla prenotazione alla prestazione: sono alcuni dei cardini delle azioni che il ministro della Salute Orazio Schillaci vuole introdurre contro le liste di attesa. "E' una assoluta priorità su cui - come è noto - stiamo per intervenire con un provvedimento importante che ha una visione strutturale del fenomeno e disciplina i diversi fattori che concorrono ad allungare le liste d'attesa. E' un provvedimento che tutela il cittadino e il suo diritto alle prestazioni e riorganizza procedure che a oggi non si sono dimostrate efficaci, a partire da quello che ho da detto da quando sono diventato ministro che è quello di avere un unico Cup di prenotazione", ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci sull'imminente decreto per tagliare i tempi delle liste di attesa per esami e controlli nelle strutture del Sistema sanitario nazionale.
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.
Dati ISTAT e allarme AUPI. Gli psicologi chiedono politiche strutturate su educazione digitale, prevenzione e ruolo delle piattaforme.
Dopo medici di base e Ordini, interviene la Fimp. Critiche su metodo e contenuti. Intanto dalla maggioranza si difende la riforma e si parla di “consorterie”
Occhiuto difende l’impostazione del ministro Schillaci, le opposizioni chiedono di vedere il testo. Ma il dossier territoriale diventa anche un passaggio politico per il governo
Dopo Fimmg, interviene anche la Federazione degli Ordini. Anelli: “Riforma senza medici e cittadini”. Critiche su risorse e Case di comunità
Dura presa di posizione sulla bozza del Ministero: “Mai discussa, penalizza medici in servizio e giovani”. Nel mirino il requisito della specializzazione e il rischio di fuga dalla medicina territoriale
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