
La situazione, pur non rappresentando un pericolo per la salute umana, è sempre più emergenziale ma sta assumendo caratteri di cronicità
Siamo nel pieno di una epidemia di Peste Suina Africana che sta mettendo in serio pericolo un comparto economico dal valore di decine di miliardi di euro. La situazione, pur non rappresentando un pericolo per la salute umana, è sempre più emergenziale ma sta assumendo caratteri di cronicità. Le azioni intraprese finora sono state pressoché ordinarie e non avranno la capacità di arginare la diffusione della malattia se non assumeranno una forza straordinaria anche in termini di risorse per la sorveglianza veterinaria.
La scelta di affidare a Commissari straordinari funzioni emergenziali a risorse invariate decreta uno stallo funzionale dei ministeri e delle regioni e ne delegittima il ruolo istituzionale esponendo i servizi veterinari delle ASL a responsabilità insostenibili. Se mancano risorse, mezzi, strategie efficaci, se manca la coesione e la convergenza fra tutti gli attori coinvolti per raggiungere gli obiettivi, i danni alla filiera suina saranno sempre più ingenti.
Abbiamo imparato, ma sembra che non lo si ricordi quando serve, che le malattie infettive non hanno confini regionali, non si combattono con regole compiacenti il consenso o sottoposte ad approvazione referendaria. I veterinari pubblici riuniti nel loro 52° Congresso Nazionale ad Arzachena (SS) dal 22 al 24 maggio hanno ribadito che la tempestività e il rigore operativo sono essenziali per contenere la diffusione delle infezioni, hanno lamentato che occorrono subito risorse ingenti in termini di personale e mezzi per i servizi veterinari territoriali per evitare l'aggravamento di questa patologia - e di quelle che potremmo affrontare in futuro - per risparmiare i costi molto maggiori nel medio e lungo periodo se l’infezione dilaga negli allevamenti.
I Servizi Veterinari delle ASL, in carenza di personale, di mezzi e linee guida coerenti, rischiano di rimanere privi della capacità di reagire alle emergenze e ai rischi per la salute animale e umana. Il messaggio lanciato dal Congresso dei veterinari pubblici è chiaro: "Risparmiare sulla prevenzione e sulla mitigazione dei rischi per la salute animale e umana ci costerà molto di più. Prevenire è meglio che curare, ma non fa notizia e non riscuote l'adozione politica che meriterebbe, specialmente in un paese che dice di voler valorizzare al massimo le sue eccellenze agro-zootecnico-alimentari."
I medici italiani si attestano a 142 mila dollari a parità di poter d’acquisto, poco sopra la media ma lontani da Irlanda, Paesi Bassi e Germania
Negli Usa il primo caso in un uomo di aviaria da ceppo H5N5
Gli esperti dopo la diffusione dei casi in Uk, Giappone e Australia: "Rapido aumento, avrà impatto mondiale e sarà una brutta stagione"
Appello dei medici di famiglia: vaccinarsi adesso significa ridurre ricoveri evitabili
Al via su Eduiss due corsi Fad dell’Istituto superiore di sanità per prevenire e controllare le infezioni nelle Rsa, rivolti a operatori e dirigenti.
Corso Iss con David Quammen su clima e salute. Intanto nelle Americhe 7.150 casi di chikungunya a gennaio. Focus su prevenzione e controllo dei vettori.
Commenti