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Tre farmaci usati per la cura della prostata potrebbero curare anche la demenza

Farmaci Redazione DottNet | 01/07/2024 13:51

Gli uomini che assumevano terazosina, doxazosina e alfuzosina mostravano un rischio significativamente minore (37%) di sviluppare la demenza con Corpi di Lewy

Uno studio pubblicato sulla rivista Neurology ha trovato un'inedita correlazione tra 3 farmaci utilizzati per trattare i sintomi causati dall'ingrossamento della prostata e un rischio minore di sviluppare la demenza a Corpi di Lewy, una malattia neurodegenerativa che può causare problemi di memoria e cognizione, difficoltà motorie e, nei casi più gravi, allucinazioni. 

 I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 600.000 uomini che assumevano vari tipi di farmaci per la prostata. Hanno seguito questi pazienti per circa 3 anni, osservando quanti di loro sviluppavano la demenza a Corpi di Lewy. La scoperta più interessante è emersa confrontando 3 farmaci specifici (terazosina, doxazosina e alfuzosina) con altri comunemente usati per la prostata.

 Gli uomini che assumevano uno di questi tre farmaci mostravano un rischio significativamente minore (37%) di sviluppare la demenza con Corpi di Lewy rispetto a coloro che assumevano gli altri. "Risultati molto interessanti perché al momento non esistono farmaci per prevenire o curare la demenza da corpi di Lewy, che è il secondo tipo più comune di demenza neurodegenerativa dopo il morbo di Alzheimer", ammette l'autore dello studio Jacob E. Simmering, dell'Università dello Iowa (USA). "Se riusciremo a determinare che un farmaco esistente può offrire protezione contro questa malattia debilitante, ciò potrebbe ridurne notevolmente gli effetti".

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Gli scienziati intendono ora estendere lo studio anche alle donne. Sebbene i farmaci per la prostata siano principalmente usati dagli uomini, è importante capire se l'effetto protettivo contro la demenza possa essere applicabile a entrambi i sessi. Questa nuova fase della ricerca potrebbe fornire preziose informazioni sulla prevenzione della demenza in generale. I ricercatori dovranno anche considerare le possibili imprecisioni legate alla diagnosi della demenza con corpi di Lewy, un fattore che potrebbe aver influenzato i risultati dello studio. Ma nonostante queste limitazioni, i risultati preliminari aprono nuove prospettive nella prevenzione di una delle forme più aggressive di demenza senile. "È necessario condurre ricerche più approfondite per stabilire un nesso causale" chiosa Simmering. "Tuttavia, l'idea che questi farmaci possano offrire una protezione contro una malattia destinata a colpire un numero crescente di persone con l'invecchiamento della popolazione è molto promettente".

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